Condannato l'uomo che annunciò una bomba nella scuola del figlio

Come abbiamo visto nel nostro precedente articolo, inizialmente la giustizia amministrativa sembrava dar ragione agli abilitati Tfa e Pas, in merito alla questione della loro immissione in ruolo; probabilmente però nel tempo qualcosa è cambiato.
A settembre il Tar del Lazio ha ammesso con riserva nelle graduatorie chi aveva presentato ricorso. Si trattava ancora di una misura che doveva essere discussa nel merito a partire dal 20 ottobre. Ma la portata qualitativa e quantitativa (si parla di centinaia di ammessi) del provvedimento apriva una breccia nel muro del Ministero.
A settembre, spiegava l’avvocato Sirio Solidoro: “È un passo importante, perché non era mai successo prima e perché ribalta la prospettiva: adesso dovrà essere il Miur ad appellarsi al Consiglio di Stato. Gli abilitati Tfa meritano di essere assunti perché hanno superato delle prove e lo stesso titolo in passato ha già portato all’assunzione. Da oggi siamo un po’ più vicini al traguardo”.
Verso la fine di ottobre si ebbero le prime sentenze negative che l’ispettore del Ministero, Max Bruschi, commentò così: “Il 20 ottobre è stata una giornata importante per conoscere il destino professionale dei docenti abilitati, in prevalenza TFA e PAS e diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02, per i quali la normativa non prevede l’inserimento in Graduatoria ad esaurimento”.

Le sentenze emanate sono state negative per abilitati TFA e PAS,  quindi l’amministrazione emise subito una nota dove si chiedeva la rescissione dei contratti per coloro che erano stati assunti con riserva da gae a TD o TI.
Purtroppo sono andate male anche le sentenze di merito del Tar di Febbraio che l’avvocato Solidoro ha commentato così:  “Il TAR del Lazio ha dunque assunto un orientamento diverso rispetto a quello della fase cautelare. Tale decisione è assurda e verrà necessariamente impugnata al Consiglio di Stato, il quale, in situazioni analoghe, ha mantenuto un orientamento decisamente favorevole per il TFA nelle GAE. Ora, la sentenza del TAR non è condivisibile, soprattutto perché giunge quando gli incarichi già sono stati conferiti e le graduatorie dovranno dunque essere riformulate in molte province. Da qui la necessità per gli Uffici Scolastici di dover rifare le convocazioni e di dover riformulare le stesse graduatorie ad esaurimento! Accadrà dunque che ad anno in corso, le GAE dovranno essere rifatte e, gli incarichi, a parere di questa Difesa, dovranno necessariamente essere riassegnati, onde evitare il venir meno dei diritti acquisti. Pertanto, tutto è in itinere e nel caos più totale, e vedremo cosa gli USR decideranno di fare. Da un lato c’è infatti l’interesse alla continuità scolastica, dall’altro lato la decisione del TAR del Lazio. – conclude l’avvocato – riteniamo che il mutamento così drastico dell’orientamento creerà il caos generale.”
Ora si attende che il ricorso sia impugnato al Consiglio di Stato; probabilmente la storia è ancora lunga.