Il nuovo reclutamento prevede un concorso docenti e poi un percorso post-concorsuale a stipendio ridotto a chi supera la fase concorsuale. Il concorso sarà aperto a coloro che hanno 36 mesi di servizio (anche non abilitati) e a tutti gli abilitati.  Piuttosto che stabilizzare coloro con 36 mesi di servizio, il Governo rovescia tutto e inibisce dalla stipula di nuovi contratti. L’attuale proroga dell’aggiornamento delle GaE non esaurite e il mancato utilizzo delle graduatorie d’istituto per il doppio canale di reclutamento acuiscono il problema. In pratica anche i non abilitati che hanno 36 mesi di servizio possono partecipare al concorso, ma allora perché abilitarsi? Molte associazioni di docenti, a tutela soprattutto della terza fascia, stanno spingendo per far avviare dei percorsi abilitanti, PAS, TFA o altro che si voglia dire. Sul dopo abilitazione però c’è grande confusione; alcune associazioni parlano di concorsi altre parlano di assunzione “graduata” e altre ancora di assunzione a scorrimento.

Vediamo il perché dell’inutilità

In primo luogo dobbiamo mettere bene in evidenza il fatto che il TFA è già un concorso, quindi sarebbe assolutamente un grave errore sottoporre nuovamente chi ha fatto il TFA (o chi farà il prossimo, se ci sarà) ad un nuovo concorso. Il PAS era un’abilitazione senza selezione che dava accesso al concorso, ma non avrebbe più senso farne un altro adesso che l’accesso al concorso (prossimo) sarà consentito anche alla terza fascia (non abilitata), come prevede la delega del transitorio.

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Ritorniamo alla domanda iniziale: a cosa serve adesso l’abilitazione?

La risposta è che un po’ tutte le associazioni hanno la speranza (o la – giusta – pretesa) che dopo l’abilitazione bisogna essere assunti senza ulteriori procedure concorsuali, perché già l’abilitazione in se è una procedura di formazione molto complessa ma allo stesso tempo altamente formativa che non può essere annullata da un successivo concorso che potrebbe dimostrarsi un boomerang (così come quello del 2016) dove gente molto preparata e altamente formata viene bocciata. E concludiamo inoltre affermando che lo scorrimento delle graduatorie di docenti abilitati è l’unico modo per compensare il gap di posti trovando un equilibrio da nord a sud: con le graduatorie a scorrimento se al nord servono più docenti se ne assumono di più, viceversa al sud. Il concorso ha restituito risultati negativi per il nord, lasciando liberi molti posti vacanti e disponibili che per i prossimi anni dovranno essere occupati da docenti con contratto a TD. Solo una graduatoria a scorrimento degli abilitati può eliminare questo problema delle immissioni in ruolo sui posti vacanti e disponibili. Ma per ora il governo (PD) non sembra prendere in considerazione uno scorrimento diretto per il ruolo.