Si sente parlare di percorsi di assunzione transitori, di tfa, di pas ma di scienze della formazione primaria n.o. niente: regna il silenzio. Cosa sta succedendo?
La ministra Valeria Fedeli, l’altro ieri alle commissioni riunite (VII) di Senato e Camera, ha spiegato che Gae infanzia sono risorse per nuovi posti. Soluzione definitiva del problema, queste le parole della ministra:
“Per la scuola dell’infanzia e quella primaria lo schema di decreto legislativo sul sistema integrato di istruzione da zero a sei anni di età stanzia risorse utilizzabili per incrementare i posti disponibili, a vantaggio dello scorrimento delle graduatorie esistenti.
Partendo da questi percorsi e tenendo ben presente i numeri della platea che stiamo considerando, ritengo importante avviare un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali di categoria per prevedere la graduale e progressiva soluzione del problema”.

Si parla solo di GaE: e scienze della formazione primaria N.O.?

Il punto critico è che qui si parla soltanto di GaE, mentre un numero non ben precisato che va dai 20.000 ai 30.000 docenti abilitati (escludendo i 55.000 col diploma magistrale) ha fatto il percorso di laurea in SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA N. O. e attualmente staziona nelle graduatorie di istituto, graduatorie che per volere politico non avranno uno scorrimento per il ruolo.
Come dice la Ministra, è fondamentale un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, perché non è più sostenibile una situazione di questo tipo, non è più sostenibile che chi ha (per età anagrafica) avuto accesso a scienze della formazione n. o. (5 anni) non ottenga lo stesso trattamento dei suoi predecessori (percorso di 4 anni) che sono andati a finire direttamente in GaE. L’accesso a SFP n.o. è con sbarramento, con numeri calcolati sul fabbisogno nazionale, quindi selezione in ingresso per il numero di docenti che servono nelle scuole. Allora perché non assumerli?
Probabilmente fra non molto vedremo la luce di un coordinamento/associazione che tuteli anche questa categoria di docenti, che ormai sono completamente dimenticati dal ministero.
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