Limite supplenze oltre 36 mesi, ma non per tutte
Limite supplenze oltre 36 mesi, ma non per tutte

A partire dal primo settembre 2017 è entrata in vigore la normativa prevista dal comma 131 della legge 107/15, che prevede il limite di 36 mesi per le supplenze nella scuola. Questa legge ha mandato in tilt i precari, e ancora, a distanza di mesi, c’è poca chiarezza in proposito. La normaiva non si riferisce a qualsiasi tipo di supplenza, motivo per cui l’aver raggiunto i 36 mesi di servizio non comporta automaticamente l’impossibilità di lavorare.
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Scuola, limite supplenze oltre 36 mesi: ma per quali?

Le supplenze nella scuola alle quali il docente precario non potrà più accedere una volta superato il limite dei 36 mesi, sono quelle su posto vacante e disponibile. Il calcolo viene effettuato sulle supplenze (anche spezzoni) conferite da GI o GaE fino al 31 agosto (conta la durata del contratto e non il numero di ore settimanali), sui posti per i quali non c’è titolare entro il 31 dicembre. A creare confusione e problemi nel conteggio potrebbe essere l’errata abitudine degli US e dei DS di attribuire supplenze al 30 giugno su posti vacanti e disponibili. In tal caso, sarà il supplente di volta in volta, a dover verificare che tipo di posto sta occupando per capire se rientra o meno nel conteggio dei 36 mesi. In conlusione, la legge prevede un limite alle supplenze oltre 36 mesi SOLO su posti vacanti e disponibili.
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Chi effettuerà il calcolo dei 36 mesi?

Alla domanda su chi effettuerà il calcolo dei 36 mesi non esiste ancora risposta. Inizialmente si era parlato di una funzione apposita del SIDI che certificasse i contratti dei docenti, ma ancora ad oggi tale funzione non esiste.
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