Milano: film sui gay proiettato in una scuola accende le polemiche
Milano: film sui gay proiettato in una scuola accende le polemiche

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Domani, 25 febbraio alle ore 10, – nell’ambito del Forum sulle politiche sociali – in una scuola superiore di Milano è prevista la proiezione di “Nè Giulietta nè Romeo“, un film che parla della condizione dei gay per la regia di Veronica Pivetti: la pellicola, ufficializzata anche dal Provveditorato agli Studi, sarà proiettata all’istituto Cavalieri di via Olona. Il protagonista è un ragazzo 16enne che scopre la sua omosessualità, come si può leggere sul sito “Cinemagay.it”, e prevede anche scene di sesso piuttosto esplicite.

Contestato dall’opposizione politica il film sui gay

Secondo quanto si legge sul sito del provveditorato, l’iniziativa è stata patrocinata dalla presidenza del consiglio dei ministri e dall’Ufficio nazionale ant-discriminazioni razziali (Unar): prevista anche la presenza della regista, Veronica Pivetti, che dibatterà l’argomento del film insieme agli studenti. Il film (uscito nel 2015) non ha avuto nessun divieto per i minori, eppure, esponenti dell’opposizione politica a Milano lo hanno contestato duramente. Un’iniziativa che viene presentata come “educazione sentimentale”, ma in realtà è ben altro. Quei ragazzi avranno avuto una discussione preventiva? I genitori saranno stati avvisati?
Non tutti accettano in modo così naturale il fatto che, con questo genere di “lezioni”, si vogliano equiparare senza alcuna distinzione i vari tipi di “famiglia”. Molti genitori non sono affatto contrari nè al dibattito nè alla riflessione, vorrebbero però che ai loro figli si dicesse, ad esempio, che la Costituzione prevede la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, pur accettando altre forme di affettività. Per alcuni una coppia gay non può essere considerata “famiglia”: il loro punto di vista, non vale almeno quanto quello di chi pensa il contrario? Alcuni interrogativi, ovviamente, rimarranno senza risposta.

L’obiettivo del film

Sembra comunque evidente che l’obiettivo del film sia insegnare ai ragazzi che, indipendentemente dal proprio sesso biologico e dai modelli che vorrebbero imporre la società e le famiglie, possono amare come e chi vogliono. Dunque, si nasce di sesso femminile o maschile ma si diventa ciò che si vuole, negando l’esistenza di una natura umana si esortano i giovani a liberarsi dalle bigotte e obsolete “etichette”, per fluttuare liberamente nella propria sessualità senza alcun limite naturale e morale. In pratica, una filosofia di vita capovolta.