Ultime notizie scuola, venerdì 24 febbraio 2017: preside picchiato a Catania
Ancora una volta la scuola al centro di un fatto di cronaca e, come spesso accade, le vittime sono da ricercarsi nel personale scolastico. Questa volta a farne le spese è stato un dirigente scolastico, Fernando Rizza, 54 anni, preside dell’Istituto ‘Salvatore Casella’ di Pedara, una località in provincia di Catania. Il fattaccio è avvenuto nella giornata di ieri, giovedì 23 febbraio, intorno alle ore 11, quando due uomini, hanno superato l’ingresso dirigendosi verso l’ufficio del dirigente scolastico.

Ultime notizie scuola, venerdì 24 febbraio 2017: preside picchiato a Catania

Spalancata la porta, i due energumeni hanno iniziato a picchiare il povero DS, con schiaffi, calci e pugni: insieme alle botte, sono arrivate persino le minacce con un esplicito ‘Te ne devi andare da questa scuola’. Un vero e proprio atto intimidatorio che, naturalmente, ha lasciato sgomento il personale scolastico dell’Istituto: Fernando Rizza è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere presso il ‘Cannizzaro’ di Catania.
Tra l’altro, l’Istituto ‘Salvatore Casella’ di Pedara è considerata una scuola abbastanza sicura visto che è dotata di un impianto di videosorveglianza: sono iscritti oltre 1.300 studenti suddivisi in 58 classi, tra scuola dell’infanzia, primaria e medie.

Dirigente scolastico denuncia ‘attacco all’istituzione scuola’

Durissime le dichiarazioni del dirigente scolastico che, a dire il vero, già in precedenza fu oggetto di atti intimidatori: qualche anno fa quando gli venne bruciata l’automobile e la scorsa estate venne seguito e minacciato da due individui prima a scuola e poi sotto casa sua, in quel di Catania.

‘Questi fatti non sono certamente legati alla mia vita privata – ha dichiarato Fernando Rizza – si tratta di un chiaro attacco all’istituzione scuola. Non saprei veramente chi potrebbe avere commesso questa aggressione: noi facciamo un lavoro costante con centinaia di ragazzini coinvolgendo le famiglie, non escluso che qualche gesto sia stato mal interpretato. Siamo ad un degrado totale della società e il compito della scuola sta diventando sempre più difficile. Certamente nessuna violenza può esistere, se qualcuno si sente privato di qualche diritto lo segnali all’autorità competente.”