Valeria Fedeli: La legge 107 ha ridotto i precari
Valeria Fedeli: La legge 107 ha ridotto i precari

Valeria Fedeli torna a parlare della legge 107/2015 sulla scuola in toni positivi, affermando che ha permesso la riduzione del precariato. Nel corso dell’audizione dei giorni scorsi in Commissione Cultura di Camera e Senato in merito alle linee programmatiche del suo dicastero, il ministro dell’Istruzione ha toccato diversi punti, tra cui fase transitoria, reclutamento e precariato.

Precariato e reclutamento: le parole del ministro Valeria Fedeli

In riferimento al precariato e alla fase transitoria prevista dalla riforma sul reclutamento della scuola, Valeria Fedeli ha detto: “Nello schema di decreto legislativo ora in esame sul reclutamento dei docenti e sulla formazione iniziale, si prevede una fase transitoria appositamente studiata per un segmento importante dei precari della scuola. Quelli abilitati potranno entrare in ruolo sui posti disponibili previo superamento di un esame orale, quelli non abilitati con almeno 36 mesi di servizio potranno entrare in ruolo partecipando a un concorso semplificato, con un solo scritto anziché gli ordinari due. In entrambi i casi, svolgeranno un tirocinio ridotto rispetto a quello di 3 anni richiesto ai nuovi laureati vincitori di concorso. La legge 107/2015 – ha continuato – ha consentito di ridurre in maniera cospicua il fenomeno del precariato, grazie alla disponibilità di oltre 55mila posti in più per il potenziamento dell’offerta formativa, e grazie al piano assunzionale straordinario che ha autorizzato l’assunzione di 102.734 docenti per coprire tutti i posti vacanti disponibili. Ciò ha permesso di svuotare quasi completamente le Gae della scuola secondaria: rimangono pochi iscritti, che hanno scelto di non avvalersi del piano straordinario”.

I sindacati della scuola non sono del tutto d’accordo

I sindacati della scuola non sono del tutto d’accordo con le parole di Valeria Fedeli. La Cisl ha ricordato la necessità si affrontare e risolvere “il problema dei tanti precari, diverse migliaia, che coprono posti vacanti per l’intero anno, pur non essendo inseriti in graduatorie concorsuali. Persone senza le quali la scuola non potrebbe funzionare; sarebbe incomprensibile e ingiustificabile non tenerne conto mentre si ragiona, finalmente, di stabilizzazione dei precari della Pa. A questi docenti non si può lasciare, come unica prospettiva, il divieto di lavorare previsto dalla 107 dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato. Crediamo che qualche risposta possa e debba essere data anche con la delega sul reclutamento attualmente all’esame delle Camere, non limitandosi a ridisegnare percorsi e procedure concorsuali… le stesse ragioni devono valere per i tanti precari dell’area ATA”. Anche Anief ha detto la sua: “La fase transitoria deve necessariamente prevedere l’utilizzo, per le nuove immissioni in ruolo, di tutte le graduatorie di Merito non esaurite e l’inserimento dei candidati risultati o che risulteranno idonei al termine del concorso a cattedra: tutti i vincitori e gli idonei del concorso, in poche parole, vanno assunti a tempo indeterminato e non lasciati al ‘palo’, in attesa di chissà quali eventi, anche perché ci sono 100 mila posti vacanti da coprire subito e non possono essere lasciati liberi per quasi altri dieci anni”.
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