Gita degli alunni di una scuola elementare al Centro profughi di Fiesole
Gita degli alunni di una scuola elementare al Centro profughi di Fiesole

Una vera e propria visita di istruzione ai profughi, quella a cui hanno preso parte tutti gli alunni di una V classe della scuola elementare di Fiesole, noto comune della città metropolitana di Firenze. La notizia, pubblicata nelle scorse ore dal Corriere Fiorentino, è subito rimbalzata sui social network ed ha provocato parecchia curiosità nel mondo della scuola. Un plauso va indirizzato a chi ha avuto questa straordinaria idea, nell’ottica di una vera e sana sensibilizzazione delle nuove generazioni, in attuazione dell’integrazione con chi spesso viene discriminato dal colore della pelle, dalla sua provenienza di nascita e dalle condizioni precarie di vita legate spesso alla propria opinione politica.

Profughi, ‘questa si chiama integrazione’: l’immigrazione e le disuguaglianze al centro del mondo educativo

L’iniziativa è stata intrapresa da alcune associazioni fiorentine con l’obiettivo di sensibilizzare i piccoli alunni al tema attualissimo della “immigrazione e delle disuguaglianze nel mondo”. La visita guidata si è svolta, così come programmata, questa mattina presso il Centro d’accoglienza di Borgunto, struttura ricettiva gestita dalla cooperativa ‘Il Cenacolo’. La classe che ha preso parte alla gita didattica è una quinta della scuola primaria “Pazzino de’ Pazzi” di Compiobbi.
Nel centro di accoglienza visitato quest’oggi dalla scolaresca sono ospitati attualmente, dall’estate scorsa, 52 richiedenti asilo, quasi tutti di origine africana. Anche il comune di Fiesole ha attivamente patrocinato e promosso, nelle settimane passate, questa importante iniziativa didattica, con l’ausilio e il contributo dell’associazione ‘Teatro Solare’. La stessa associazione, peraltro, svolge anche l’importante ruolo di ente dedito al ‘doposcuola‘ degli stessi alunni che oggi hanno visitato il centro d’accoglienza in questione.

L’integrazione con i profughi: meglio una visita al Centro d’accoglienza per i profughi che….

I richiedenti asilo presenti nella struttura d’accoglienza insieme ai piccoli discenti faranno, nel pomeriggio, merenda insieme. Gli alunni, eccitati dalle novità inaspettate, saranno pronti a porre molte domande ai profughi. A parlarne è stato lo stesso presidente della cooperativa ‘Il Cenacolo’, il quale dichiara: “Sarà un’occasione di scambio e di conoscenza. I bambini sono già stati sensibilizzati e preparati sull’argomento e l’incontro sarà mediato da educatori e operatori. Sappiamo che hanno già un sacco di domande da fare, sono molto curiosi e motivati”.
Cosa ne pensa oggi Anna Ravoni, sindaco di Fiesole? Lei è ottimista e vede nell’integrazione e nell’accoglienza degli ‘altri’ il futuro delle nuove generazioni di cittadini, all’insegna della civiltà e della convivialità. La stessa prima cittadina fiesolana racconta: “E’ un progetto importante che va nell’ottica dell’integrazione, che nella nostra comunità sta diventando realtà”. La stessa Ravoni, poi, spiega che in progetto esiste la volontà dei fiesolani di delegare ai profughi persino la realizzazione di un carro carnevalesco, una grande maschera di carnevale raffigurante la ‘Fenice’, la quale sarà simbolicamente bruciata (sabato di carnevale) all’interno del giardino dell’associazione Misericordia.

Gite scolastiche: ma chi decide le destinazioni? Complimenti alla scelta della scuola elementare di Fiesole

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Che dire. Ci chiediamo se questa eccitazione dimostrata oggi dai piccoli discenti fiesolani (nel conoscere quegli uomini con il colore diverso della pelle) sia più forte di quelle emozioni che molti piccoli alunni italiani provano quando vanno a visitare quei luoghi più famosi o ‘gettonati‘, spesso anonimi e poco significativi per la loro crescita culturale oltre che sociale. Sovente, quelle mete da visitare sono più importanti per i loro insegnanti che non per gli alunni, che con effimera memoria subito dimenticano.
Le più disparate destinazioni scelte solo secondo i gusti e le preferenze dei docenti referenti per i viaggi d’istruzione, in barba ai bisogni e alle esigenze concrete di chi fra qualche anno dovrà fare i conti, in prima persona, con l’integrazione e l’inclusione degli altri, sostantivi questi, di cui spesso si sente parlare solo in senso dispregiativo e figurativo ma che in concreto, a scuola, non se ne parla quasi mai.
Complimenti davvero alla scuola elementare di Fiesole, un modello da seguire per molti docenti che intendono affrontare con efficacia e pragmatismo (anche con gli alunni più piccoli) l’attuale tematica dell’inclusione dell’altro e del diverso da noi, nel mondo e intorno a noi.
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