Preside aggredito nel suo ufficio: 'Siamo abbandonati dalle istituzioni'
Preside aggredito nel suo ufficio: 'Siamo abbandonati dalle istituzioni'

Il preside era nel suo ufficio come al solito, intento a svolgere il suo lavoro: d’improvviso due uomini hanno fatto irruzione a volto scoperto e lo hanno aggredito con schiaffi, calci e pugni, per poi scappare via portandosi dietro il telefonino del malcapitato e urlando “te ne devi andare da qui”, prima di uscire dall’istituto scolastico Salvatore Casella di via Eleonora D’Angiò. Una terribile esperienza quella capitata al 54enne Fernando Rizza, un dirigente scolastico di Pedara, (CT), accaduta tre giorni fa ma resa nota solo oggi. L‘Udir (sindacato dei dirigenti scolastici) ha espresso la sua solidarietà al collega “più volte intimidito vigliaccamente”, denunciando la totale assenza dello Stato nei confronti di chi lo rappresenta nel territorio.

Preso a pugni e minacciato nel suo ufficio

Non è la prima volta che viene intimidito: infatti, due anni fa la sua auto era stata incendiata da ignoti nel cortile della scuola, mentre in un’altra occasione due uomini lo avevano minacciato sempre con la stessa “richiesta”, cioè lasciare l’istituto. Ora, una nuova inspiegabile aggressione. “Ogni giorno abbiamo a che fare con molte persone – il preside spiega al quotidiano “La Sicilia” – trattiamo centinaia di atti amministrativi con un obiettivo: mettere in primo piano il bene della scuola, in modo da educare e formare nel giusto modo i ragazzi. Può capitare che qualche atto non sia gradito ma, se necessario, esistono molti altri modi per contestare l’operato di un dirigente scolastico, come ad esempio la legge e i sindacati”.

Il preside: ‘siamo abbandonati dalle istituzioni’

Fernando Rizza, sempre più confuso, non riesce ancora a capire il motivo dell’aggressione: “Oggi viviamo in una società che ha perso gran parte dei suoi valori – ha raccontato – molte persone credono che in questo modo vengano rispettati i loro diritti, e non c’è niente di più sbagliato”. Qualsiasi cosa – spiega sempre al giornale “La Sicilia” – può diventare un pretesto per essere aggrediti, malmenati o anche peggio; anzi, a pensarci bene, i motivi potrebbero essere moltissimi. Il nostro lavoro è legato ai confronti diretti con un’utenza molto varia e, a giudicare dai numerosi episodi di questo genere, diventa sempre più rischioso e complicato. Per questo motivo, ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni”.
“C’è ormai un clima molto negativo, politico e culturale, di un Paese che si ostina – conferma Marcello Pacifico, Confedir – a dipingere i dirigenti scolastici (contro ogni evidenza) come nemici del personale Ata o del Collegio docenti; corrotti e corruttori potenziali che, per perseguire i propri interessi, si approfitterebbero dell’autonomia scolastica”.