Scuola, caso DJ Fabo: è giusto che i bambini affrontino le tematiche di morte e malattia?
Scuola, caso DJ Fabo: è giusto che i bambini affrontino le tematiche di morte e malattia?

Alex Corlazzoli, di professione maestro e giornalista, è uno degli autori di punta de Il Fatto Quotidiano. Citando il caso di DJ Fabo, “emigrato” in Svizzera per potersi spegnere serenamente, affronta in un suo recente articolo, una questione che spesso divide il mondo dell’insegnamento. E’ giusto parlare ai bambini  a scuola di temi controversi come la morte, la malattia e l’eutanasia? Certo, tramite le discussioni in famiglia, le informazioni fornite dai media ed i pareri personali di tipo morale e religioso, è ovvio che la società si divida in chi è contro o a favore della scelta fatale di Fabio Antoniani.

Le tematiche della morte e della malattia a scuola: è giusto parlarne?

Alex Corlazzoli afferma testualmente nel suo articolo: “Io avrò l’occasione di parlare di un tema di cui nelle scuole italiane non si parla mai: la morte” (Fonte: Il Fatto Quotidiano). Il maestro e giornalista fa notare come argomenti come il sesso e la morte siano considerati ancora tabù nella maggior parte degli istituti italiani. Bigottismo? Perbenismo? Può darsi! Fatto sta che a volte è chiaramente difficile comprendere se il bambino sia intellettualmente pronto ad affrontare simili tematiche, seppur coadiuvato dai docenti.
Corlazzoli afferma in seguito come riguardo il tema morte siamo tutti “analfabeti” ed incapaci di esprimerci riguardo a questa realtà, che per quanto inquietante, triste e misteriosa, fa comunque parte della vita umana. Cosa succede però quando un bambino di 8 anni vede morire la sua mamma malata di tumore? In tal caso anche la stessa scuola e il maestro (o maestra) che dovrebbe essere una sorta di secondo genitore, dovrebbe restare indifferente e passare alle tabelline o alla grammatica?

L’esperienza di Corlazzoli con alcuni suoi alunni

Alex Corlazzoli racconta di come alcuni suoi ex alunni (oggi studenti delle medie e delle superiori) abbiano dovuto affrontare la tragica perdita del padre a causa di un incidente sul lavoro. Sono esperienze orribili ma che purtroppo devono essere vissute in maniera opportuna, poichè in futuro potrebbero anche ritrovarsi dinanzi ad un amico, parente, amico, fratello (o sorella) o fidanzato/a nelle stesse condizioni in cui versava il povero DJ Fabo. Quindi, chiudendo la questione: il buon maestro, secondo il giornalista, dovrebbe saper spiegare e alfabetizzare i suoi alunni anche riguardo alle tematiche oggi affrontate in questo articolo. Del resto, il buon insegnante (aggiungiamo noi) non dovrebbe solo limitarsi ad indottrinare l’individuo, bensì a formarlo anche come essere umano.