Ultime notizie scuola, mercoledì 1 marzo 2017: mobilità e chiamata diretta, si decide il 7 marzo

Le ultime notizie scuola, ad oggi, mercoledì 1 marzo 2017, riguardano la difficile trattativa sulla chiamata per competenze, ovvero la definizione della procedura per il passaggio dei docenti da ambito territoriale a scuola. Una trattativa, quella tra governo e sindacati, che rischia di condizionare anche il contratto integrativo mobilità, in questi giorni all’esame del Ministero delle Finanze e a quello della Funzione Pubblica.

Ultime notizie scuola, mercoledì 1 marzo 2017: mobilità e chiamata diretta, si decide il 7 marzo

Il confronto decisivo potrebbe essere quello programmato per martedì 7 marzo: per quella data è attesa una risposta definitiva sui termini entro i quali andrà presentata la domanda di mobilità, al momento ipotizzata nel periodo compreso tra il 14 e il 31 marzo prossimi.
Se quest’ultimo aspetto appare una questione squisitamente tecnica, ben più rilevante il confronto riguardante la chiamata diretta, confronto che assume, senza alcun dubbio, valenza politica dal momento in cui occorre valutare l’applicazione della legge 107 in relazione all’importanza del ruolo degli organi collegiali, primo tra tutti il Collegio Docenti.
I sindacati insistono nel ridurre al massimo il lungo elenco di requisiti proposto dal Miur, elenco che non si discosta poi molto da quello indicato lo scorso anno dal dicastero di Viale Trastevere e che mandò su tutte le furie i docenti. Inoltre, bisognerà stabilire quale sarà il ruolo del Collegio Docenti: semplicemente consultivo come vorrebbe il Miur oppure vincolante come invece vorrebbero i sindacati?

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Un aspetto, quest’ultimo, senza dubbio, non irrilevante ai fini della ‘perdita di poteri’ dei dirigenti scolastici: accettare le condizioni dei sindacati significherebbe ‘indebolire’ la struttura della legge 107 con tutte le conseguenze del caso. Del resto, non si potrà andare oltre la data del 7 marzo visto che poi si rischierebbe di innescare una catena di ritardi che coinvolgerebbe le assegnazioni provvisorie e, soprattutto, le immissioni in ruolo per il prossimo anno scolastico 2017/2018.
E il ministro Fedeli vorrebbe tutti i docenti in cattedra e al loro ‘giusto’ posto il 1° settembre, per evitare il caos dello scorso anno.