Ultime notizie scuola, mercoledì 1 marzo 2017: Nastrini rossi replicano alla ministra Fedeli

Le dichiarazioni rilasciate dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in merito al linguaggio inappropriato (non degno) usato da parte di chi è stato chiamato al compito di educare, stanno, naturalmente, suscitando un’ondata di polemiche. Il numero uno del Miur ha citato i termini ‘sceriffo’ (adoperato per indicare i super poteri affidati nelle mani dei dirigenti scolastici) e ‘deportazioni’ (termine usato per protestare contro i trasferimenti sconsiderati dell’algoritmo ministeriale in occasione della mobilità 2016/2017).

Ultime notizie scuola, mercoledì 1 marzo 2017: Nastrini rossi replicano alla ministra Fedeli

E proprio sulla questione mobilità, il movimento dei Nastrini rossi ha voluto replicare in maniera dura alle dichiarazioni dell’onorevole Fedeli.
La portavoce del movimento nato per difendere i diritti dei docenti del Sud assunti con la riforma Buona Scuola, Francesca Marsico, ha sottolineato come si continui ‘a calcare la strada della mattanza sociale con noi professori da sempre precari, per la quasi totalità donne di 45 anni, cui oggi lo Stato chiede di scegliere tra famiglia e professione.’

Nastrini rossi: ‘In pochi potranno svegliarsi da questo incubo chiamato piano straordinario Buona Scuola’

‘Noi siamo ben consapevoli che nonostante le cattedre al Sud ci siano, solo un 30% di noi, circa settemila e 500 su 25mila professori deportati al Nord, potrà svegliarsi da questo incubo chiamato piano straordinario ‘la buona scuola’. Gli altri diciassettemila e cinquecento resteranno al Nord e questa volta senza la possibilità di avvicinamento a casa, nonostante le opportunità lavorative vi siano tutte e ancora oggi molti dirigenti, anche del meridione, sono in cerca di insegnanti e in classe lavorino docenti privi di qualsiasi abilitazione. La nuova contrattazione tra Miur e sindacati – conclude Francesca Marsico – deve essere un momento di sintesi e buon senso per tutti: con i nostri nastrini rossi ai polsi incarniamo ormai il riscatto delle genti del Sud’.
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