Ultime notizie scuola, giovedì 2 marzo 2017: fa pipì e sporca il pavimento, l'insegnante lo obbliga a pulire
Una vicenda quella accaduta in una scuola media di Cassino che sta provocando un’ondata di critiche e polemiche. Tutto è accaduto martedì mattina in bagno, dove un ragazzino fa pipì fuori dalla tazza e finisce per sporcare il pavimento. Quando torna in classe, la professoressa è stata informata del fatto e lo affronta. Il ragazzino nega, la docente insiste, il giovane continua a negare. Poi il crollo, di fronte all’affermazione della professoressa di voler ricorrere all’esame del DNA. La confessione non risparmia il ragazzo dalla punizione: arriva la nota e l’obbligo a recarsi in bagno con il bidello per pulire.

Ultime notizie scuola, giovedì 2 marzo 2017: fa pipì e sporca il pavimento, l’insegnante lo obbliga a pulire

Il ragazzo racconta tutto ai genitori, i quali ritengono opportuno recarsi da un avvocato e procedere ad una denuncia penale all’indirizzo della docente: ‘E’ stato minacciato con l’esame del DNA, ora è terrorizzato e non vuole più andare a scuola. E’ un bambino pulito, ha raccontato di aver sporcato per terra in quanto, mentre si tirava su gli slip, qualcuno avrebbe aperto la porta. Nella scuola, è calato il silenzio sulla vicenda, nessuno vuole parlarne: è possibile che il ragazzino sia stato vittima di un atto di bullismo anche perchè non si spiegherebbe l’ansia e la vergogna dopo la richiesta di pulire.

Maria Rita Parsi a ‘La Stampa’: ‘Braccio di ferro scuola-famiglia, a rimetterci sono i ragazzi’

Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, membro del comitato Onu dei diritti dei bambini, è intervenuta sulla vicenda. Intervistata dal quotidiano ‘La Stampa’ ha dichiarato: ‘Prima di dare un giudizio bisognerebbe parlare con le parti in causa e capire bene cosa è successo. Certamente, in quella scuola non ha funzionato qualcosa. E vorrei sapere perchè l’insegnante ha fatto un’azione tanto rigorosa. E perchè i genitori del bambino hanno reagito così? Andando da un avvocato, invece che cercando un momento di confronto. Si tratta di un episodio che fa riflettere sull’incapacità della prima agenzia educativa, la scuola, di collaborare con le famiglie e dialogare con i ragazzi. È pericoloso rompere l’alleanza genitori-insegnanti – ha sottolineato la dottoressa Parsi – perchè si tolgono certezze ai ragazzi. E questo purtroppo è un problema non solo di questa scuola, ora al centro di un fatto di cronaca. I ragazzi hanno bisogno di vedere che le autorità educative sono coese nel prendere posizione. «Il ragazzo non ha imparato. Sia l’insegnante sia i genitori sono stati troppo rigidi. Rompendo l’asse scuola-famiglia ci rimettono, lo ripeto, i ragazzi. Perchè loro hanno bisogno di
punti di riferimento e quando questi litigano fra di loro smettono di esserlo’.
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