Ultime notizie scuola, sabato 4 marzo 2017: docenti GaE si appellano al presidente Michele Emiliano

I docenti pugliesi iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento hanno scritto al presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, per sottolineare la drammatica situazione in cui si è ritrovata la classe docente ‘umiliata e beffata troppo a lungo’. Viene ricordato come la legge 107 abbia creato scissioni e palesi ingiustizie e come i docenti delle Graduatorie ad Esaurimento abbiano deliberatamente scelto di non partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo che, sottolineano, era facoltativo, salvo poi amaramente scoprire di essere traditi da quella stessa legge e dalla politica ‘con emendamenti postumi che hanno stravolto ciò che la 107 in primis prevedeva’ (è chiaro il riferimento all’emendamento Puglisi).

Ultime notizie scuola, sabato 4 marzo 2017: docenti GaE si appellano al presidente Michele Emiliano

‘Abbiamo ascoltato la sua intervista su La 7, in cui ha ribadito l’importanza da lei sempre attribuita, alla scuola pubblica e ai “suoi maestri” di cui ancora ricorda i nomi’ si legge nella lettera ‘Ebbene, siamo migliaia di maestri e professori precari che in tutta Italia e, in particolar modo nella sua Puglia, chiedono ancora una volta che la loro dignità venga riconosciuta’.
Emiliano, in quell’occasione, sottolineò il fatto che i docenti avvertano l’ostilità del Partito Democratico. Il governatore della Puglia disse ‘di aver imparato a scuola il senso di giustizia e, di aver iniziato nella scuola ad esser magistrato’.

Docenti GaE pugliesi: ‘Bisogna agire nell’interesse di tutti’

I docenti GaE, dunque, chiedono a Michele Emiliano di riportare il valore della Giustizia nella scuola ‘consentendo a noi ancora precari in Gae, che con coerenza abbiamo rinunciato al ricatto renziano di un ruolo su scala nazionale di accedere alla stabilizzazione. Ogni logica, anche elettorale richiederebbe di non schierarsi solo a favore di una parte di docenti ma di agire nell’interesse di tutti!
Contribuisca in modo concreto a ridare la meritata importanza alla scuola pubblica e, riporti la classe docente ad avere fiducia nella politica.’