Stati Uniti, cane guida a scuola: lieto fine per una ragazzina disabile
Stati Uniti, cane guida a scuola: lieto fine per una ragazzina disabile

Qualche giorno fa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha votato all’unanimità a favore del caso della giovane Ehlena Fry (13 anni). La ragazzina, abitante nello stato del Michigan, è affetta da una grave forma di paralisi cerebrale; una patologia questa, che ne limita la regolare mobilità. Proprio per questo motivo, la giovane Ehlena ha bisogno dell’aiuto del suo cagnolino, Wonder, che la aiuta nella vita di tutti i giorni. Senza Wonder, la ragazzina non riuscirebbe a fare da sola azioni che normalmente risulterebbero insignificanti, come aprire una porta, o prendere degli oggetti da un mobile. Tuttavia, la scuola frequentata da Ehlena, aveva vietato alla 13enne di portare l’animale nell’istituto. Proprio per questo, i famigliari di lei avevano deciso cinque anni fa di intentare una causa legale nei confronti della scuola, per violazione dell’ADA. Questa è una legge che autorizza, in caso di necessità, l’assistenza da parte di animali in qualsiasi istituzione.

Stati Uniti, la legge dà ragione alla famiglia Fry: il commento di Rapisarda

Il dottor Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’I,Ri.Fo.R, ha deciso di dire la sua riguardo la vicenda terminata con un lieto fine. Il lieto fine della triste storia di Ehlena, commenta il dottor Rapisarda, fa ben sperare che anche nella civilissima Italia sia riconosciuto per legge il diritto di accesso di un cane guida all’interno delle scuole e nei luoghi pubblici, da parte delle persone con disabilità visiva (Fonte: Orizzonte Scuola). In teoria, l’Italia potrebbe contare su alcune tra le migliori leggi su autonomia e mobilità a livello europeo. Sfortunatamente, tali norme sono poco conosciute dalla maggior parte delle istituzioni, proprio per questo non si riesce ad applicarle in maniera compiuta, neppure all’interno della scuola italiana. Tale ignoranza preclude una corretta integrazione da parte di alunni o studenti non vedenti od ipovedenti. Eppure la nostra costituzione parla chiaro: la materia è infatti regolamentata dalla Legge 37/74. Essa è inoltre stata integrata (e modificata) dalla Legge 376/88 e dalla 60/06.

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