Ultime notizie scuola, domenica 5 marzo 2017: Matteo Bussola racconta un episodio

Il quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, domenica 5 marzo 2017, ha pubblicato un editoriale firmato dallo scrittore Matteo Bussola (autore del libro ‘Notti in bianco, baci a colazione’ sul tema della paternità) all’interno del quale si parla della relazione sempre più difficile ‘con la scuola dei nostri figli’.

Ultime notizie scuola, domenica 5 marzo 2017: Matteo Bussola racconta un episodio

Bussola menziona un episodio, una confidenza di un’insegnante di scuola primaria che, durante una lezione, ha ripreso con fermezza uno dei suoi alunni. Il bambino, naturalmente, ha raccontato la sua ‘versione’ ai genitori, dicendo loro di essere stato picchiato. Morale della favola (che tanto favola a lieto fine non è)? I genitori sono corsi dal preside chiedendogli di prendere provvedimenti nei confronti della maestra che, puntualmente, è stata sospesa. L’amarezza è poi scoprire che il bambino, dopo una settimana, ha confessato di essersi inventato tutto: peccato, però, che le sanzioni nei confronti dell’insegnante siano rimaste.

Matteo Bussola ‘I genitori si sentono messi in discussione nel loro ruolo’

Bussola afferma che la sua sensazione è che ‘dopo anni di precise responsabilizzazioni di madri e padri nei confronti dei figli, ci pare inaccettabile non avere più il controllo di ogni aspetto della loro vita, compreso il rendimento scolastico’. Ecco perchè di fronte ad un brutto voto o ad un provvedimento disciplinare, i genitori si sentono messi in discussione nel loro ruolo, come se le difficoltà scolastiche avessero come unica causa la loro disattenzione.
‘Ma se un insegnante rimprovera nostro figlio’ scrive Bussola ‘non significa che sta criticando noi, significa che sta cercando la nostra collaborazione‘. Invece, siamo arrivati al punto di ‘criminalizzare’ i docenti e la psicosi è tale che persino alcuni dirigenti scolastici non credono più ai loro insegnanti o non possono permettersi di prendere più le loro difese.
Bussola scrive ‘Abbiamo tutti uno stesso obiettivo, quello di formare gli adulti che saranno. Non di stare un passo avanti a loro nel tentativo di proteggerli, ma un passo indietro per essere pronti a sostenerli quando cadranno’.
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