Scuola, lamentele legge 107/2015: il punto di Maria Di Sciacca
Scuola, lamentele legge 107/2015: il punto di Maria Di Sciacca

Interessanti e degne di riflessione le considerazioni della professoressa Maria Di Sciacca circa la legge 107/2015.  Tale norma, indirizzata al mondo della scuola, risale al 13 Luglio di due anni e prevede alcune significative leggi delega. Come sapete, tra queste una delle più criticate è senza dubbio la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”. In un recente articolo pubblicato su Orizzonte Scuola, la Di Sciacca lamenta tali disposizioni, non mancando di citarne i motivi. La docente, rammentando che la 107/2015 altri non è che una creazione “renziana”, fa comprendere come essa di democratico, abbia poco o niente.

Scuola, legge 107/2015: disposizioni democratiche? I dubbi della Di Sciacca

Secondo le disposizioni della legge 107/2015, gli insegnanti con 36 mesi di servizio sarebbero costretti a rimanere a casa, mentre l’Europa, come fa notare Maria Di Sciacca, prevede che debbano essere assunti. La docente afferma inoltre che realtà come PAS, TFA e concorsi, sarebbero solo dei meri stratagemmi per rimpinguare le casse statali. Così come, ci si “scervella” per mandare avanti le graduatorie e conciliare seconda e terza fascia di istituto. Come fa giustamente notare la docente su Orizzonte Scuola, ogni insegnante acquisisce dei punteggi ogni anno e, secondo la normativa europea, un’esperienza pari a tre anni di professione, è da considerare legittimamente abilitante.

Legge 107/2015, troppo potere al Dirigente scolastico?

La professoressa Maria Di Sciacca parla inoltre della discutibile scelta dei docenti secondo le nuove disposizioni. Il Dirigente scolastico ha, in gran parte, potere decisionale riguardo a questo punto. Ma in base a che cosa? Si chiede giustamente l’autrice dell’articolo, poichè tali scelte non avverrebbero secondo  parametri visibili ed opportuni (come il punteggio) ma secondo criteri di gran lunga più imparziali, influenzati da “possibili pressioni” e da “amicizie di vecchia data”. Insomma, altro che titoli, meriti ed esperienza professionale! Il tutto a discrezione di chi di dovere.

Legge 107/2015, Boscaino chiede più democrazia

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Intanto, torna in auge la proposta di legge di iniziativa popolare “Scuola della Costituzione”. Essa ha come obiettivo superare la famigerata 107/2015. La professoressa Marina Boscaino, insegnante di Italiano e latino e nota blogger de ‘Il Fatto Quotidiano’, ha dichiarato che lei ed i membri del comitato nazionale Lip (di cui è portavoce) vogliono una scuola più democratica, “che abbia come punto fermo la Costituzione” (Fonte: Tecnica della scuola). La Lip-Scuola era nata 11 anni fa come alternativa alla riforma Moratti. Dopo il raccoglimento di 100000 firme è infine formalmente decaduta. Tale proposta torna a far parlare di sè proprio nel periodo in cui le commissioni parlamentari stanno discutendo circa le modifiche da apportare alle contestatissime otto deleghe della riforma scolastica. Modifiche che il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, ha assicurato entro la settimana entrante.