Ultime notizie scuola, domenica 5 marzo 2017: senza Facebook e WhatsApp per 7 giorni, ecco i risultati
Viviamo in un mondo dove la comunicazione è diventata un elemento predominante della nostra esistenza e farne a meno diventa sempre più difficile, specialmente per i giovani. Molto interessante l’esperimento condotto sugli studenti del Liceo Artistico ‘Munari’ di Crema, ai quali è stato chiesto di rinunciare all’uso dei social network come Facebook o Twitter, oltre a Whatsapp, per una settimana, quella che andava dal 23 al 29 gennaio. Come è andato l’esperimento?
Ad esporre i risultati in un’intervista rilasciata a TgCom 24, Angela Biscaldi, ricercatrice in antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche della Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali dell’Università Statale di Milano.

Ultime notizie scuola, domenica 5 marzo 2017: senza Facebook e WhatsApp per 7 giorni, ecco i risultati

Diciamo subito che l’esito era praticamente scontato: solamente 3 studenti su 46 sono riusciti a superare il test. ‘L’esito non mi ha allarmato – ha dichiarato la dottoressa Biscaldi – Studiando da anni il fenomeno dei social network e l’impatto sulle nuove generazioni non sono rimasta sorpresa. L’esperimento è stato una conferma a quanto avevo già appurato nel corso degli ultimi anni, ovvero che il legame tra le persone e i social è avvertito sempre più come qualcosa di “naturale”, facente parte della vita di tutti i giorni”.
Fatto interessante è che la ragione principale per la quale molti ragazzi hanno deciso di ‘arrendersi’ e proprio quella di non essersi impegnati nel progetto, non hanno compreso, in pratica, che il test fosse una cosa importante e quella fatica risultava loro senza motivo. Alcuni di loro, invece, hanno rinunciato ad andare avanti col test, semplicemente perchè non sapevano cosa fare, non sapevano come impiegare il loro tempo e si stavano annoiando. Oltre alla noia, è subentrato anche il ‘senso di isolamento che opprimeva i ragazzi, facendoli sentire estraniati dalla realtà’.

‘Necessario che scuola e famiglia educhino sul corretto uso dei social network’

La dottoressa Biscaldi, inoltre, ha constatato come, negli ultimi anni, si debba assistere ad ‘una difficoltà crescente tra i giovani di relazionarsi con i docenti durante i colloqui e gli esami orali. In queste occasioni i ragazzi dimostrano uno stato d’ansia superiore al passato perché non sono più abituati a comunicare verbalmente. Tra di loro infatti parlano poco poiché usano i social anche quando sono in gruppo. È necessario che la famiglia e la scuola educhino a un corretto uso dei social network, in particolare devono insegnare la consapevolezza a un utilizzo responsabile che non crei un deficit comunicativo. Perché il risvolto più preoccupante dei social è proprio questo: disabituare alla parola, alla scrittura e alla lettura’.