Le trattenute effettuate sul cedolino del mese di febbraio hanno prodotto ovunque una forte protesta da parte dei docenti precari. A chiarire i motivi di queste riduzioni di stipendio sono stati i sindacati che hanno spiegato come in molti casi siano presenti le indicazioni di due trattenute denominate “Conguaglio fondo pensione”, con il codice a sinistra 800/390 (ritenuta che fino al 2006 veniva denominata “Applicazione legge 335/95, applicata per 4 mesi ovvero da febbraio a maggio) e “Conguaglio Fondo Credito”, codice 800/394, trattenuta effettuata per un mese (febbraio). Ma la sommatoria delle trattenute è stata troppo forte per i tanti precari che hanno ricevuto gli stipendi con ritardi enormi.

UN TERZO DELLO STIPENDIO IN TASSE

Si tratta di detrazioni che rappresentano oltre un terzo del totale della busta paga, lasciando un netto in busta di poco più di 1000 euro. E così sui “social” infuria la polemica con centinaia di segnalazioni da parte dei docenti. In una di queste una precaria denuncia di aver percepito 350 euro in meno nella busta paga di dicembre e ben 400 euro in meno in quella di gennaio. L’entità delle detrazioni è arrivata, come ha avuto modo di dichiarare un’altra precaria, a 500 euro in meno sull’ultimo cedolino dello stipendio.

I MOTIVI

Qualcuno ha telefonato a NoiPa per capire i motivi di queste detrazioni così alte. La risposta è stata che gli stipendi vengono pagati come arretrati. Spiegazioni giudicate però insufficienti dai tanti per spiegare l’entità delle riduzioni. La realtà dei fatti, nelle denunce dei precari, è che si sono ripresi indietro gli 80 euro di Renzi oltre alle normali trattenute fiscali. In diversi casi si è giunti a revocare anche gli assegni per i figli a carico, come aggiunge una di loro sconsolata guardando la busta paga di dicembre con ben 500 euro in meno. E i docenti dell’infanzia e della primaria si ritrovano a pagare in più, oltre alle trattenute fiscali normali, anche l’odioso balzello Enam che arriva a togliere fino a 200 euro all’anno.

GRADUARE

Ci si chiede se non sia il caso di rivedere i criteri con i quali si effettuano le trattenute fiscali. Attendere lo stipendio per due o tre mesi arreca un danno di non poco conto ai docenti che si trovano con tante spese arretrate da affrontare. Ricevere gli emolumenti con detrazioni così elevate per moltissimi di loro è una penalizzazione troppo forte da sostenere. E’ un problema di gradualità di trattenute che va affrontato nelle sedi opportune, possibilmente scadenzando in modo diverso i conguagli, largamente auspicabile e possibile.