Ultime notizie scuola, lunedì 6 marzo: alternanza scuola-lavoro, ecco la denuncia degli studenti pugliesi

Un articolo pubblicato su ‘Il Fatto Quotidiano’ denuncia quella che viene ribattezzata come l”altra faccia dell’alternanza scuola-lavoro, uno dei motivi d”orgoglio’ della Buona Scuola. L’Unione degli Studenti della Puglia ha lanciato una pubblica denuncia denominata ‘Alternanza-sfruttamento, a scuola io non faccio l’operaio’.

Ultime notizie scuola, lunedì 6 marzo: alternanza scuola-lavoro, ecco la denuncia degli studenti pugliesi

Le testimonianze pubblicate sono diverse. Nadia, quarto anno di un istituto professionale alberghiero della provincia di Bari ha raccontato la sua esperienza di volantinaggio alla fiera dedicata alla promozione di matrimoni: ‘Facevo solo quello e davo indicazioni al pubblico che mi chiedeva informazioni sulle toilette o su dove trovare uno stand. Spesso mi è capitato di fare dieci, dodici ore continuative con una pausa di quindici minuti al massimo. Per il resto delle ore ho pulito tavoli e bagni. L’alternanza dovrebbe essere un’opportunità e un percorso di crescita professionale ma le aziende ci usano come manovalanza gratuita’.

Leonardo, invece, frequenta il  quarto anno del liceo scientifico Cafiero a Barletta: ‘L’alternanza l’ho fatta in un cinema della città. Ho catalogato locandine di film degli anni Ottanta che erano conservate negli armadi da anni. Per cinque giorni abbiamo fatto questa attività. Nella nostra scuola non c’è alcun corso di cinematografia ma siamo finiti lì. Anche i miei compagni non hanno fatto nulla che si avvicinasse alle materie del nostro corso di studi: alcuni studenti sono finiti a catalogare libri in biblioteca. Di questi lavori dovrebbero occuparsi i dipendenti delle aziende non gli studenti’.

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Alternanza scuola-lavoro, la replica del sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi

E cosa dicono al Ministero dell’Istruzione? Il sottosegretario Gabriele Toccafondi: “Non esiste che una ragazza faccia volantinaggio per dodici ore! Se c’è qualcosa che non va ed è oggettivo, abbiamo il dovere di intervenire. Non difendo i percorsi falsi perché per me quella è scuola. Siamo in una fase iniziale e non possiamo permetterci di sbagliare. Le denunce ci devono essere da parte dei ragazzi: li invito a farle ai loro professori, ai dirigenti scolastici, agli uffici provinciali e regionali e al ministero. C’è chi deve ascoltare gli studenti e valutare queste situazioni. Non invierò ispettori: serve uno scambio di vedute costante tra i vari protagonisti di questa esperienza. Va valutato caso per caso”.