Docente fermata a Melbourne: droga nel bagaglio a sua insaputa?
Docente fermata a Melbourne: droga nel bagaglio a sua insaputa?

La professoressa Elisa Salatino, docente dell’istituto Marconi di Bari, fu arrestata lo scorso febbraio all’aeroporto di Melbourne perchè trovata in possesso di cinque chilogrammi di cocaina nel bagaglio. Secondo gli ultimi approfondimenti sulla vicenda, avrebbe raggiunto l’Australia da sola e non accompagnata da qualcuno come si era pensato in un primo momento. Il viaggio in auto da Bari a Roma, invece, lo avrebbe fatto in compagnia con breve sosta a Flumeri, in provincia di Avellino, dove è stata localizzata grazie a una foto postata su Facebook. È quanto emerso, per il momento, dai successivi approfondimenti investigativi condotti dalla Dda e la squadra mobile di Bari.

Il viaggio a Melbourne regalato da un amico misterioso

La docente è stata descritta (da alcune ex colleghe di una scuola elementare, con le quali ha lavorato prima di passare all’istituto Marconi) come una donna “studiosa, preparata, in continuo aggiornamento e senza particolari problemi”. Nel corso di una lunga telefonata con il legale che rappresenta la famiglia (l’avvocato Oronzo De Leonardis) non è stato ancora possibile accertare se il viaggio le sia stato regalato da un amico benestante, come lei stessa ha dichiarato, e l’identità di quest’ultimo. Elisa Salatino negli ultimi tempi avrebbe avuto gravi problemi economici e personali (divorziata da poco) tanto da essere costretta a chiedere numerosi prestiti ad amici e colleghi, ai quali non sarebbe poi riuscita a restituire il denaro – come emerge dal racconto fatto agli inquirenti da parte di alcuni insegnanti – inoltre, aveva ricevuto di recente anche una lettera di sfratto per morosità.

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Droga nella valigia all’insaputa della docente?

Può essersi trasformata in “corriere” per risolvere una situazione così difficile, giunta ormai alla disperazione, oppure qualcuno ha messo la droga nel bagaglio a sua insaputa? Al momento non è ancora chiaro. La Direzione distrettuale antimafia, che si occupa dell’inchiesta, sta indagando in tal senso: verificare se la cocaina sequestrata in aeroporto dai poliziotti australiani, fosse nascosta nella valigia da stiva o nel bagaglio portato a mano dall’insegnante.
Un dettaglio importante che potrebbe aiutare a capire se qualcuno, a sua insaputa, abbia introdotto la droga in valigia. Intanto è comparsa di fronte alla Melbourne Magistrates Court, con l’accusa di “possesso e importazione di sostanza stupefacente soggetta a controlli al confine”. La docente 39enne rischia una condanna all’ergastolo.