Reclutamento e formazione dei docenti

Il nuovo reclutamento dei docenti costituisce da sempre terreno fertile per dibattiti e discussioni anche sul web, in seguito alle colpevoli politiche lacunose che hanno interessato la scuola pubblica italiana dall’inizio di questo nuovo millennio. E sul terreno del nuovo reclutamento si confrontano il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto e la sen. Manuela Ghizzoni che della delega sul nuovo reclutamento e formazione dei nuovi insegnanti è relatrice in Senato. Ahimè, i due si confrontano su un tema che si porrà solo dopo averne risolto un altro molto più importante.

IL PENSIERO DI ANDREA GAVOSTO

Il Direttore della Fondazione Agnelli ha esposto la sua convinzione circa il contenuto della delega sul nuovo reclutamento. Su di essa ha espresso a Repubblica il suo giudizio negativo. Il motivo risiede nella separazione esistente tra Teoria e Pratica. Il nuovo percorso (laurea magistrale + concorso + tirocinio) è troppo lungo e farraginoso, secondo Gavosto. Entrare in classe dopo aver conseguito la laurea e superato il concorso non conferisce al neo docente le necessarie competenze didattico relazionali. Molto meglio prevedere questo genere di formazione all’interno del corso di laurea stesso, sfornando così un docente già abilitato alla professione.

LA REPLICA DELLA GHIZZONI

Dalle pagine del suo profilo facebook la senatrice risponde a Gavosto riaffermando la validità concettuale e contenutistica della delega. “L’obiettivo prioritario contenuto in essa è quello di formare un neo-docente della scuola secondaria (giovane e motivato) tanto esperto dei saperi delle proprie discipline quanto già solido nelle competenze che caratterizzeranno la sua professione (da aggiornare e rafforzare con la successiva formazione in servizio), vale a dire quelle psicopedagogiche ed inclusive, relazionali, metodologico-didattiche, valutative, organizzative, di ricerca e di documentazione.”

I DIMENTICATI

Spiace costatare che in nessuno dei due compaia mai, ad eccezione del pensiero della senatrice circa la presunta scarsa validità dei corsi abilitanti TFA e PAS, un riferimento almeno generico alla sorte di decine di migliaia di docenti precari abilitati con anni di servizio alle spalle che ben compensano quella mancanza di esperienza acquisita sul campo tanto agognata da entrambe. Prima del nuovo reclutamento va pensata una fase transitoria rispettosa di tali requisiti quali quelli in capo ai docenti della II fascia delle Graduatorie di Istituto. E magari consentire a quelli della III di abilitarsi per entrare successivamente nella rotazione del personale che sarà aperta dai docenti ancora in GAE. La ricetta si chiama concorso per soli titoli (eccezione dell’art.97 della Costituzione) e anno di prova “rafforzato”.

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