Ultime notizie scuola, lunedì 6 marzo 2017: Fedeli 'Sto con Renzi, riconoscere valore sociale dei docenti'

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nuovamente criticata a causa delle sue ‘ricchezze patrimoniali’ risultate al primo posto nel 2016 tra quelle di ministri e politici, ha ribadito il suo pieno appoggio all’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nell’ambito della scissione del suo Partito Democratico: “Sostengo Renzi – ha dichiarato la numero uno del Miur – perché ha dimostrato di saper produrre cambiamento. Un cambiamento che ha mostrato qualche debolezza e qualche rigidità eccessiva. Un cambiamento che dopo il 4 dicembre, oggi continuiamo grazie a Paolo Gentiloni, ma che domani sono convinta possiamo ambire a proseguire ancora con Matteo”.

Ultime notizie scuola, lunedì 6 marzo 2017: Fedeli ‘Sto con Renzi, riconoscere valore sociale dei docenti’

Dunque, per Valeria Fedeli occorre nuovamente guardare al passato e ricominciare da lì, da Matteo Renzi, proponendo un programma d’azione chiaro, caratterizzato dallo spirito maggioritario con cui è nato il Partito Democratico.
Ancora soldi, ancora risorse per la scuola, questa la promessa della ministra che si è posta l’obiettivo di raddoppiare gli investimenti entro i prossimi cinque anni. “Bisogna mettere al centro il sistema di istruzione e formazione, bisogna investire, come si sta facendo, sui nostri giovani. Significa riconoscere il valore sociale degli insegnanti. E significa, anche, aumentare i fondi pubblici destinati a scuola, università e ricerca.’
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Rinnovo contratto scuola: da qui bisogna partire per ‘riconoscere valore sociale degli insegnanti’

Di certo, riconoscere il valore sociale degli insegnanti è un obbligo, un comando che dev’essere imposto alla società ma d’altra parte implica anche e soprattutto il dovere, da parte del governo, di ‘adeguare’ anche dal punto di vista economico, l’importanza del valore sociale degli insegnanti. Questo riconoscimento avviene nei più importanti sistemi scolastici degli altri Paesi europei e mondiali, ci si chiede come mai in Italia il riconoscimento economico sia ancora ‘congelato’ dall’ormai lontanissimo 2009: di certo, quelle 85 euro lorde mensili ‘promesse’ con il rinnovo del contratto, con l’accordo governo-sindacati del 30 novembre scorso, non possono rappresentare un dignitoso riconoscimento del valore sociale degli insegnanti.