Rapporto scuola-famiglia: 'I genitori facciano i genitori'

Il rapporto tra genitori ed insegnanti, lo sappiamo, è una delle questioni più scottanti e delicate, soprattutto da quando la tecnologia è entrata prepotentemente a far parte della nostra vita. Una lettera pubblicata da Orizzonte Scuola pone l’accento sul ‘malvezzo da parte dei genitori tecnologici di creare gruppi su WhatsApp’, spesso allo scopo di screditare, calunniare e sminuire l’operato dei docenti, creando dissapori ed antagonismi.

Rapporto scuola-famiglia: ‘I genitori facciano i genitori’

Operando in questo modo, non si riuscirà mai a ricostruire il rapporto scuola-famiglia, quel rapporto che contribuiva a mantenere un clima sereno all’interno degli istituti e che, ora, sembra essersi perduto.
A che cosa ci tocca assistere, in molti casi? All’opera di distruzione del lavoro dei docenti, attraverso l’invadenza dei genitori nelle scelte didattiche degli insegnanti allo scopo di annientare le loro strategie educative. Nella lettera si sottolinea l’importanza dei ruoli: i genitori devono essere solo genitori e il loro compito è quello di educare i figli; agli insegnanti, invece, spetto il compito ugualmente delicato e difficile di istruire le nuove generazioni per farli diventare futuri protagonisti del domani.

Docenti criticati su WhatsApp dai genitori: ‘Nella scuola non c’è spazio per i pettegolezzi e gli attriti’

Si sottolinea il fatto che alcuni Dirigenti Scolastici abbiano già provveduto ad emanare circolari interne per richiamare l’attenzione sui pericoli dello scambio dei messaggi su WhatsApp, un fenomeno che va a minare il clima sereno e costruttivo che deve persistere all’interno delle mura scolastiche. Nella scuola, quella realmente Buona (non quella politica), non c’è spazio per i pettegolezzi, per gli attriti e per gli scontri, e in generale per tutti quei comportamenti che, alla fine, vanno a danneggiare soprattutto la formazione didattico-educativa dei nostri figli.
La lettera, firmata da Mario Bocola, si conclude con questa considerazione: ‘Incominciamo a vedere in faccia la realtà della scuola italiana, i suoi reali problemi, le cose che non vanno e poi insieme operatori scolastici, famiglie ed altri enti, sedersi attorno ad un tavolo e scrivere la riforma strutturale della scuola italiana partendo dalle fondamenta perché cosi com’è fatta oggi va solo demolita. Costruiamola noi la scuola e non lasciamolo fare alla politica, in quanto con la classe politica sarà sempre un disastro o una riforma partorita male.’

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