Scuola: precari sotto sfruttamento, l'Anief trionfa a Udine e Bologna
Scuola: precari sotto sfruttamento, l'Anief trionfa a Udine e Bologna

Il Tribunale del Lavoro di Bologna si è espresso a favore dei legali Anief  Tiziana Sponga, Fabio Ganci e Walter Miceli. Il giudice ha condannato l’amministrazione per i reati di discriminazione e sfruttamento del lavoro precario. Stiamo parlando del caso di un’insegnante di scuola che si era rivolta al sindacato, al fine di tutelare i propri diritti sul posto di lavoro. L’a docente in questione, una precaria, avrà diritto a 7,5 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre agli ulteriori stipendi e progressioni professionali mai riscossi fino ad ora.

Scuola, l’Anief trionfa anche ad Udine: ecco cosa è accaduto

Un evento analogo a quello di Bologna è accaduto anche ad Udine, dove il Tribunale del Lavoro ha dato ragione agli avvocati Fortunato Niro, Fabio Ganci e Walter Miceli. Il giudice ha infatti riconosciuto il grave danno subìto da altre quattro insegnanti precarie. Il Ministero dell’istruzione aveva infatti continuato a retribuire le docenti in questione, con la somma iniziale, mai progredita nonostante gli anni di lavoro e le conseguenti progressioni stipendiali maturati. Il verdetto finale è ben chiaro: alle quattro precarie è stato riconosciuto (si scusi il gioco di parole) il riconoscimento e l’attribuzione “dell’anzianità di servizio maturata in relazione ai servizi prestati con contratti di lavoro a tempo determinato in posizione ‘pre-reuolo’ ” (Fonte: Orizzonte Scuola). Inoltre, il Tribunale ha previsto, che alle docenti vengano corrisposte le conseguenti differenze retributive.

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Una vittoria sulla discriminazione verso i precari

Le due storiche sentenze sono una vittoria sulla discriminazione verso i docenti precari ai quali, molte volte, non vengono riconosciuti i loro diritti riguardo una legittima retribuzione, circa gli anni effettivi di servizio svolti. Di recente, la Cassazione ha accertato il diritto dei precari di ricevere un compenso analogo a quello dei loro colleghi di ruolo, così come un risarcimento, da 1 a 12 mensilità, riguardante l’abuso dei contratti a termine, una volta terminati  i 36 mesi di servizio effettuati su posti vacanti.