Ultime notizie scuola, martedì 7 marzo 2017: Valeria Fedeli 'Centomila precari in meno nella scuola'

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha parlato di precariato e di rinnovo del contratto scuola nel corso della sua visita in Sardegna. Naturalmente, non poteva mancare la solita difesa dell’operato del governo Renzi in merito alla Buona Scuola.

Ultime notizie scuola, martedì 7 marzo 2017: Valeria Fedeli ‘Centomila precari in meno nella scuola’

‘Con la Buona scuola è stato fatto un investimento da 3 miliardi di euro sulla scuola pubblica. Per anni non si è fatto altro che togliere soldi alla scuola, dando un chiaro segnale del fatto che l’istruzione non fosse considerata il motore della società. Negli ultimi due anni, invece, abbiamo speso molto sull’istruzione e sul diritto allo studio – ha dichiarato la numero uno del Miur – però non c’è dubbio che il differenziale con altri Paesi sul diritto allo studio è molto forte. Dobbiamo investire di più sulle borse di studio – ha aggiunto – e consentire a chi non può, per l’origine o per le condizioni economiche, a tutti i meritevoli e ai capaci, di proseguire gli studi per arrivare all’Università’.

In merito agli investimenti fatti dal Governo, Valeria Fedeli ha ribadito come oggi in Italia ci siano ‘centomila insegnanti precari in meno, stiamo portando la scuola nel futuro rimuovendo la precarietà e difendendo la continuità didattica’.

Valeria Fedeli sul rinnovo contratto scuola: ‘E’ arrivato il momento’

Capitolo rinnovo contratto scuola, una questione che si trascina oramai da sette anni e che ha bisogno di essere risolta urgentemente. ‘Dopo sette anni è arrivato anche il momento di rinnovare i contratti per tutte le figure che operano nella scuola – ha dichiarato la ministra Fedeli – Il rapporto tra ministero e territori si basi sempre sul dialogo e sul confronto’ ed ecco perchè ogni novità ‘dovrà essere introdotta solo dopo il necessario coinvolgimento di chi la scuola la vive e la conosce’.
Un necessario coinvolgimento che, però, ancora non si è visto a giudicare dalla volontà di continuare il percorso della contestatissima riforma renziana, attraverso le deleghe della Buona Scuola: inutile parlare di ‘coinvolgimento di chi la scuola la vive e la conosce’ quando poi le riforme vengono fatte da chi la conosce poco o per niente.
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