Diplomati magistrali in attesa della Plenaria

Alcuni diplomati magistrali hanno dato in rete notizie completamente distorte in merito agli esiti dei ricorsi per gli inserimenti in Gae. Il panico e l’ansia dei colleghi ha fatto rapidamente il giro del web scatenando una ridda di opinioni e scenari del tutto fantasiosi. Il coinvolgimento emotivo, la rabbia, l’ansia per la sorte avversa che i diplomati magistrali stanno subendo, provoca solo disinformazione. Fretta e superficialità, letture parziali di notizie che si fermano solo al titolo, fanno il resto. Ma questo non può giustificare quanto detto e scritto da alcuni in merito alle ultime vicende.

DECRETI IMPUGNATI

Era stato detto che chi aveva fatto ricorso nel 2014 poteva stare al sicuro, mentre per chi aveva proposto ricorso negli anni successivi tutto era condizionato dall’esito della Plenaria, facendo così trasparire il rischio di esclusione per chi aveva impugnato i decreti del 2015 e del 2016. Questa circostanza è totalmente falsa e destituita di ogni fondamento. Non è così che stanno le cose anche perché non è mai stato diramato nessun comunicato circa la sintesi di un incontro tenutosi a Firenze lo scorso 4 marzo in cui un avvocato faceva il punto della situazione. Perciò non è vero che chi ha fatto ricorso nel 2015 e nel 2016 resterà fuori dalle Gae.

GIURISDIZIONE

Molti altri, sollecitati in questo dai sindacati, hanno chiesto spaventati se fosse vero che avere in piedi due ricorsi contemporanei al Tar e al Gdl rischiava di depennarli dalle Gae e cancellare la riserva. Anche questa circostanza è assolutamente falsa e priva di qualsiasi fondamento logico e giuridico. Basta ricordare la recentissima pronuncia della Cassazione che dice che entrambe i tribunali sono competenti a giudicare nel merito. La differenza sta nei tempi di proposizione di ricorso: entro 60 gg. dal decreto del Miur e sempre al tribunale del lavoro. I ricorsi possono essere tenuti in piedi in contemporanea.

FASE TRANSITORIA

Tanti altri ancora, riferendosi al transitorio in discussione alle camere, affermavano che la decisione è imminente. Altri ancora chiedevano se per l’infanzia e la primaria ci fossero provvedimenti di inclusione in questa fase transitoria. Sgombriamo definitivamente il campo dai dubbi e dagli equivoci: non c’è nessuna decisione imminente in quanto, dopo il parere delle commissioni parlamentari previsto per il 17 marzo, i lavori proseguiranno ancora per il prossimo mese di aprile. All’interno non c’è e non è nemmeno stato chiesto da nessuno di inserire la questione per i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria.

CONCLUSIONI

Riequilibrare le cose richiede un impegno ed uno sforzo doppi. Bisogna prima contestare le inesattezze, confutare le obiezioni con dati certi di fatto che non diano luogo a dubbi interpretativi. In conclusione si può citare solo quello che dice la voce guida di un call center quando si telefona per la soluzione di un problema e cioè: attendere prego!

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