Studentessa si sente male in classe: era già il quarto aborto
Studentessa si sente male in classe: era già il quarto aborto

Una notizia a dir poco sconcertante, quella riportata nelle ultime ore dal Giornale di Vicenza: una studentessa 18enne si è sentita male in classe e la professoressa, allarmata, ha immediatamente  chiamato un’ambulanza che ha trasportato la ragazza in ospedale. Sottoposta a numerosi esami dal personale medico del San Bortolo di Vicenza, si è scoperto che il malore era stato causato da un aborto. Sembra infatti che abbia assunto un grosso quantitativo di farmaci nel tentativo di interrompere la gravidanza; e la cosa ancora più assurda, è che era già la quarta volta che ci provava, rischiando gravi danni alla sua salute.

Gli insegnanti si ritrovano a gestire casi sempre più difficili a scuola

Questa la terribile storia raccontata dal Giornale di Vicenza: una realtà con la quale gli insegnanti oggi si trovano a dover fare i conti che esula spesso da ciò che l’opinione pubblica conosce. Il lavoro a scuola spesso si trova a dover fare i conti con situazioni estremamente difficili per le quali non esistono specifici corsi di formazione. E laddove non c’è l’esperienza a supportare gli insegnanti tutto diventa ancora più drammatico. Casi difficili di alunni problematici sono molto più frequenti di quanto non si possa immaginare. La notizia riportata dal Gazzettino di Vicenza ne rappresenta un chiaro esempio.

Quarto aborto per la studentessa

La ragazza, secondo quanto scoperto durante gli esami clinici dai medici del San Bortolo, aveva ingerito numerose pasticche di un farmaco che di norma viene usato contro gli spasmi addominali: in dosi massicce, può provocare un aborto, una pratica che viene usata spesso dalle prostitute. La cosa più grave è che era già il quarto, per la studentessa: quando era ancora minorenne ne aveva fatti altri tre, incinta sempre dello stesso ragazzo; il giovane però, di cui si sa molto poco al momento, l’aveva lasciata dopo l’ultimo episodio.
La 18enne stavolta dovrà prendere atto della sua incoscienza: dopo le cure del caso, è stata denunciata e condannata in tribunale per procurato aborto. Dovrà scontare, infatti, quindici giorni di reclusione. Una domanda sorge spontanea: gli insegnanti, a questo punto, non si ritrovano sempre più spesso costretti a sostituire i genitori?
Fonte: Today