Supplenze e differenze

La questione delle supplenze e sul limite imposto dal comma 131 istituito con legge numero 107 domina ancora l’attenzione di decine di migliaia di docenti precari che temono di veder svanire la possibilità di lavorare al raggiungimento dei 36 mesi di servizio. Sulla questione è stata fatta tantissima confusione; in qualche caso anche del terrorismo psicologico. Ancora oggi ci scrivono tantissimi docenti preoccupati di non poter più accettare incarichi, chiedendo lumi sulle supplenze che non ricadono nel vincolo imposto dalla norma che ne vieta la proroga.

COSA DICE IL COMMA 131

Vediamo di spiegare in pochissime semplici righe cosa dice esattamente il comma in questione. A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi. Per comprendere quali siano i posti o, se preferite, le cattedre coinvolte dal divieto in questione, bisogna capire in quale organico ricadano. In questo ci viene in soccorso il regolamento delle supplenze che per posti vacanti e disponibili intende quelli fino al 31 agosto di ogni anno. Si tratta cioè di quelli da assegnare di ruolo rientranti nel cosiddetto ORGANICO DI DIRITTO.

DURATA DELLE SUPPLENZE

Di norma questi posti sono classificati come FAD (fino all’avente diritto), ossia si può accettare un incarico fino a quando non viene assegnato il docente di ruolo per quella cattedra, comportando in tal modo il termine del rapporto di lavoro a tempo determinato. I contratti vengono stipulati fino al 31 agosto. Tutti i mesi di lavoro svolti sotto questa tipologia di contratto concorrono a formare la sommatoria dei 36 mesi che non si può superare. Per fare un esempio, potremmo prendere la sommatoria di 9 contratti tutti di durata di 4 mesi. Per arrivare al limite invalicabile occorreranno cioè 9 anni.

FINO AL 30 GIUGNO

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I contratti a t.d. fino al 30 giugno sono quelli stipulati sui posti non vacanti, ossia quelli già coperti da titolari in servizio altrove. In questo caso si parla di contratti fino al termine delle attività didattiche collocati in ORGANICO DI FATTO. I posti fino al 30/06 vengono costituiti sotto questo organico in base all’aumento del numero di alunni, tenendo presente che su queste cattedre non ci sono immissioni in ruolo di precari. Pertanto, le supplenze svolte sotto questa tipologia non rientrano nel divieto del comma 131. Altra cosa sono i contratti sempre fino al 30 giugno ma stipulati sull’organico di diritto (FAD). In questo caso si rientra nel divieto ma resta sottinteso che sono soggetti a proroga fino al 31 agosto.