Sciopero 8 marzo, ultime news 9/3: il grande flop della CGIL?
Sciopero 8 marzo, ultime news 9/3: il grande flop della CGIL?

Sciopero 8 marzo 2017 – Il personale della scuola, come sappiamo, è il comparto più nutrito in termini numerici per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione. Per lo più, le statistiche parlano chiaro a proposito del numero delle donne presenti nelle scuole pubbliche italiane. Le quote rosa, infatti, si attestano (con una presenza schiacciante) ai primi posti ovunque, in particolare: il 99,3% nella Scuola dell’infanzia, il 96,0% nella Scuola primaria, il 78,0% nella Scuola secondaria di I grado, il 66,0% nella Scuola secondaria di II grado, l’81,0% tra gli insegnanti di religione e, infine, il 68,0% tra il personale ATA.

Adesioni allo sciopero dell’8 marzo in forte calo: solo uno scarno 2,5%, la CGIL è in crisi?

Probabilmente, la CGIL, numeri alla mano, ha pensato bene di fare breccia nei cuori e nella passione delle tante lavoratrici del sesso più debole che costituisce il comparto scuola. Nulla di tutto ciò. Il dato relativo alle adesioni allo sciopero, indetto con ostinazione dal sindacato di Susanna Camusso, è chiaro e desolante: uno sparuto e scarno 2,5% di insegnanti hanno aderito all’adunanza di ieri. Troppo pochi per dire che la CGIL è il sindacato più grande esistente in Italia. Il dato, ad onore del vero, scuote ampiamente il mondo della scuola circa l’opinione tutta negativa nei confronti di alcuni sindacati, spesso distanti dai lavoratori e molto vicino, invece, ai governi degli ultimi anni.

CGIL al minimo storico dei consensi: tutta colpa dell’ostinazione, simile a quella mostrata da Matteo Renzi

Una vera e propria sconfitta in termini di partecipazione. Il tentativo di contarsi, con il numero dei consensi dovuti alle adesioni ha finito per mettere in luce la moria di deleghe sindacali di cui la CGIL è affetta oramai da anni. L’accanimento nel non voler fare marcia indietro sulla data dell’8 marzo ha messo in luce lo stesso atteggiamento di un certo Matteo Renzi che lo ha portato inesorabilmente alle sue dimissioni da tutte le cariche che occupava fino a pochi mesi fa. Molte somiglianze, insomma, con l’ostinazione, la prepotenza e la fama di potere mostrate dalla politica in questi anni. Gli stessi atteggiamenti hanno, di fatto, contagiato anche il sindacato della Camusso, molto vicino al PD anche per le modalità delle sue azioni programmatiche. Oramai, molti lavoratori sono delusi e la moria di partecipazione, pari al 2,5%, ne testimonia senza dubbio la scarsa considerazione che molti docenti e lavoratori della scuola nutrono nei confronti di un sindacato poco credibile e molto vicino nella sostanza a chi ha il potere di condizionare la politica scolastica di questi anni.

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Uno sciopero vero: il prossimo 17 marzo 2017, tutti in piazza contro la Legge 107/15

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A questo punto, molti sperano nel prossimo sciopero della scuola, indetto dai sindacati di base, il 17 marzo 2017. Quella data testimonierà ineludibilmente il grado di compiacimento dei partecipanti ad uno sciopero vero, nei confronti di una riforma scolastica che ha rovinato la vita di centinaia di migliaia di insegnanti, come, appunto, la Legge 107/15 e le sue deleghe collegate, in questi giorni in corso di dibattito parlamentare. Quella occasione del 17/3 sancirà definitivamente anche il numero di persone che sono con o contro il sindacato che ieri si è voluto distinguere dagli altri per combattere e contrastare la violenza sulle donne e non certo contro le ultime ‘scellerate’ politiche scolastiche che hanno danneggiato la vita di parecchi insegnanti della scuola pubblica italiana.
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