Bersani prova a ricucire lo strappo con il mondo della scuola

Le dichiarazioni di Bersani a proposito della scuola – Un colpo al cerchio e uno alla botte. Sembra proprio questo il proverbio da utilizzare in questo momento storico, dove la coerenza sembra una qualità che pochi politici possiedono. Un racconto surreale ma veritiero, il quale testimonia coscientemente che il disorientamento e il pressappochismo dell’attuale classe dirigente politica percorre strade poco sicure e fortunate, solo per autocelebrarsi.

Le incoerenze di Bersani sono dettate dalla foga di recuperare tempo ed elettorato

Oramai la gente ne ha piene le tasche della schizofrenia messa in scena dalla vecchia sinistra, la stessa che ha approvato, nel luglio del 2015, la famosa riforma denominata Buona Scuola. Oggi, Bersani, uno dei maggiori leader del nuovo movimento Mdp, da un lato dichiara il massimo appoggio al governo Gentiloni e dall’altro invoca alcune modifiche all’attuale riforma scolastica.
In realtà questi atteggiamenti poco coerenti che alcuni personaggi politici paventano, non fanno altro che alimentare le aberranti opinioni che molti italiani oggi possiedono nei confronti degli ex Dem, da poco trasbordati nel nuovo movimento politico guidato dagli Speranza, Bersani e D’Alema. Molti elettori di sinistra, infatti, hanno voltato le spalle al PD di Matteo Renzi e sono tutt’ora pronti a voltare le spalle anche agli esponenti del neo movimento bersaniano. Gli italiani sono stufi dell’atteggiamento raccontato dal proverbio pocanzi detto e pretendono coerenza, chiarezza e trasparenza, atteggiamenti, questi, presenti solo nel dimenticatoio politico della sinistra guidata da figure storiche senza macchie, di cui un certo Berlinguer rimane per sempre l’esponente più rappresentativo.

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Le dichiarazioni di Bersani: appoggio massimo al governo Gentiloni e modifiche alla Buona Scuola

Quest’oggi Bersani durante un suo intervento a Mestre, come un fiume in piena, inizia il balletto delle dichiarazioni: “Il governo avrà sempre il nostro sostegno, anzi stiamo procedendo anche a un minimo allargamento. Saremo interlocutori positivi”
Partiamo dal cerchio. Bersani spiega al suo intervistatore quanto di seguito: “Naturalmente al governo chiediamo delle cose, il problema dei vaucher va risolto; sulla scuola vanno messe correzioni serie, le stesse che vanno inserite nella politica economica”. E conclude: “Bisogna fare investimenti se vogliamo dare lavoro. Non lo si regala con i bonus”. Insomma, una vera presa di posizione a sfavore dell’attuale riforma scolastica e in difesa di alcune incongruenze presenti nella Legge 107/15; probabilmente un piccolo passo in aventi per riconquistare i cuori e i consensi dei professori, ex militanti dell’ala sinistra del PD.
Andiamo alla botte. A proposito del governo e della fine di questa legislatura Bersani dichiara: “Vogliamo che si arrivi al 2018 perché non c’è nessuna ragione di traumatizzare un Paese già pieno di problemi”. Staccare la spina a questo governo, quindi, per Bersani significherebbe traumatizzare i cittadini italiani, quando si sa benissimo che oramai da tempo i traumi maggiori sono stati provocati al popolo italiano proprio dalla classe politica che oggi chiede di rimanere seduto sugli scranni dei due rami del Parlamento, solo per raggiungere il traguardo maturato per l’ottenimento dei requisiti necessari al loro trattamento pensionistico.
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