Ultime notizie scuola, sabato 11 marzo: Valeria Fedeli 'Precariato, non possiamo risolvere tutto in un anno'
La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha parlato di valutazione, di ‘supplentite’, di precariato ma anche di mobilità e chiamata diretta nel corso di un’intervista pubblicata dal quotidiano ‘Il Messaggero’, oggi sabato 11 marzo 2017.
Partendo dal discorso valutazione, il numero uno del Miur ritiene che la carriera di un docente debba essere valutata nel suo insieme, tenendo in considerazione anche il tempo che impiega per la formazione: ecco perché, per la questione relativa al merito, si intende adottare uno ‘strumento che prenda in considerazione tutti gli aspetti del lavoro dell’insegnante’.

Ultime notizie scuola, sabato 11 marzo: Valeria Fedeli ‘Precariato, non possiamo risolvere tutto in un anno’

Valeria Fedeli ha menzionato anche la fase transitoria, un modo per  ‘affrontare seriamente quello che, di fatto, è uno dei maggiori problemi della scuola italiana. Già con la legge della Buona scuola sono previste le immissioni in ruolo per i precari e il piano andrà avanti. Non possiamo risolvere tutto in un anno: nel 2017-2018 ci saranno ancora cattedre assegnate ai supplenti perché di certo non possiamo lasciarle scoperte. Ma andranno via via diminuendo’.

Mobilità docenti ultime notizie: ‘Maggiore stabilità possibile all’avvio del prossimo anno scolastico’

Capitolo mobilità. La ministra, pur ammettendo le difficoltà avvenute in passato, ritiene che il lavoro del Miur possa portare ad una maggiore stabilità, anche grazie ad una parte dell’organico di fatto che si trasformerà in organico di diritto. L’obiettivo è quello di cominciare l’anno scolastico 2017/8 con la ‘maggiore stabilità possibile. Solo per quest’anno è prevista una deroga al blocco triennale della mobilità, ma sarà una mobilità parziale, solo volontaria e non su tutti i posti e, inoltre, daremo maggior rigore all’utilizzo e alla gestione delle assegnazioni provvisorie’.

Chiamata diretta, Valeria Fedeli: ‘Stiamo discutendo con i sindacati’

Infine, il nodo forse più difficile da sciogliere, quello relativo alla chiamata diretta dei docenti: ‘Stiamo discutendo con gli interessati per raggiungere uno strumento più trasparente ed efficace, per consentire la chiamata diretta da parte dei presidi. Stiamo discutendo con i sindacati – ha concluso la ministra Fedeli – per esempio, sui requisiti richiesti per il docente. Se il metodo è condiviso, supereremo tutti gli ostacoli’.