Scuola, novità bonus 500 euro docenti: SPID obbligatorio entro il 2018
Scuola, novità bonus 500 euro docenti: SPID obbligatorio entro il 2018

Non c’è pace per i poveri docenti. Dalle notizie pubblicate ieri 11 marzo 2017 sulle pagine della nota testata giornalistica Orizzontescuola, il prossimo anno scolastico i prof dovranno, con molta probabilità, fare a meno del famoso bonus docenti. Il benefit in oggetto, ricordiamo, è servito in questi due anni per l’acquisto del loro materiale didattico e per l’auto finanziamento dei corsi di formazione necessari al loro aggiornamento professionale.

In forse il Bonus docenti 500 euro per l’a.s. 2018/19. La ministra Fedeli: “dobbiamo valutare”

Il problema, secondo l’opinione della ministra Valeria Fedeli, è valutare l’efficacia o meno di questo ‘aiutino’ economico, elargito a tutti i docenti di ruolo già a partire dallo scorso anno scolastico. In tal senso la stessa dichiara: “Dobbiamo capire come e se ha funzionato. Faremo un esame dal punto di vista qualitativo e quantitativo dell’uso del bonus. Per quest’anno, comunque, resta di sicuro”.
In effetti, lo scorso anno è stato ampiamente utilizzato da tutti gli insegnanti, nonostante gli urticanti dissensi degli stessi beneficiari nei confronti dell’ideatore e del promotore di questa discutibile iniziativa. Uno dei motivi che ha permesso, in tutta fretta, di spendere quei famosi 500 euro è dovuto certamente alle modalità di erogazione di tale somma. L’anno scorso, infatti, quei denari vennero accreditati con un emolumento ‘supplementare’ elargito direttamente sui conti correnti degli insegnanti e, di conseguenza, questi ultimi li hanno potuti spendere senza nessuna difficoltà.

Bonus docenti 500 euro: tra scetticismo e perplessità

Quest’anno, invece, l’utilizzo del bonus va abbondantemente ‘a rilento’ per via della nuova modalità di erogazione, ritenuta da tutti complicata e farraginosa. Questa procedura, messa in atto dal governo e da chi ha preceduto la ministra Fedeli, ha finito per scoraggiare i prof sull’utilizzo del bonus. Insomma, complicare la vita ai docenti sembra proprio lo sport preferito dai politici e il risultato è stato pressoché eccellente.
I dati, purtroppo, parlano chiaro e il famoso bonus docenti può annoverarsi tra gli ennesimi fallimenti dell’ex governo Renzi. Molti insegnanti non hanno speso ancora neanche un centesimo di quei 500 euro e gli esercenti che si sono accreditati sulla stessa piattaforma sono pochissimi, proprio per i notevoli ritardi occorsi e necessari al recupero delle somme anticipate nella fase iniziale di accreditamento. Per quanto concerne, invece, gli enti di formazione, gli stessi hanno attivato solo pochi corsi e non tutti quelli disponibili tra le loro offerte formative. Insomma, un vero e proprio flop.

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Nonostante tutto, la formazione dei docenti va avanti, tra confusione e scetticismo.

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Nonostante questa grottesca situazione il Miur punterà la sua azione futura nei confronti della formazione dei docenti, ritenuta dallo stesso ministero necessaria e di fondamentale importanza per la crescita professionale di ogni insegnante. A tal proposito, durante la sua intervista al Messaggero e riportata da Orizzontescuola, la ministra Fedeli sottolinea: “Ai docenti chiediamo sempre più qualità e sempre più formazione, compresa la formazione in servizio. Di contro abbiamo l’obbligo di valorizzare il loro ruolo anche economicamente. Chi entra nella scuola come docente altamente formato deve avere anche un riconoscimento economico”.
Quest’ultima parte della dichiarazione getta benzina sul fuoco, in quanto si fa riferimento al paventato aumento di 85 euro, ancora in corso di discussione tra la ministra Madia e le sigle sindacali, solo per chi decide di formarsi. A quanto pare questo aumento stipendiale sarà legato, ancora una volta, al merito e non riguarderà tutti in maniera indiscriminata. Staremo a vedere gli ulteriori sviluppi.
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