Miche Emiliano e la sua ricetta contro la Buona Scuola renziana
Miche Emiliano e la sua ricetta contro la Buona Scuola renziana

Michele Emiliano spara a zero sulle attuali riforme promosse dal suo principale competitor per la guida del PD, ovvero l’ex premier Matteo Renzi. Le dichiarazioni sono forti, di quelle che rimarranno impresse nelle menti di molti insegnanti, i quali, orami, rimangono del tutto insensibili alle dichiarazioni degli esponenti del PD di turno, Emiliano compreso. In questo caso Emiliano parla direttamente ai prof, convinto sempre più che la dipartita di molti di loro sia dovuta, per forze di cose, all’attuale riforma scolastica denominata Buona Scuola e partorita dalla mente del suo concorrente alla poltrona di Segretario del Partito Democratico.

Inizia la lotta per accomodarsi sulla poltrona della Segreteria del PD: Emiliano critica le riforme realizzate da Matteo Renzi

Quest’oggi sulle pagine del quotidiano ‘La Notizia’, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante una sua intervista dichiara quanto segue: “Bisogna fare il contrario di quello che si è fatto e ribaltare le politiche del Pd, dichiara Emiliano. Non dobbiamo più ragionare a partire da Renzi. Non è riuscito a costruire alcunché. Dobbiamo dimenticare la sua esperienza: è stato un nulla lucente. Sembrava tanto, ma è stata poca cosa”. E poi, a proposito del Jobs Act, prosegue con altre dichiarazioni al vetriolo nei confronti dell’inutile riforma sul lavoro firmata Renzi: “non è servito a granché. Ha sacrificato molti diritti dei lavoratori, perché chi viene licenziato illegittimamente deve essere reintegrato: non gli si possono solo sbattere un po’ soldi in faccia”.

Emiliano e la ricetta per una vera buona scuola: “Più dialogo con i prof, azzeramento della Legge 107/15 e riscrittura della riforma con docenti e sindacati”

A proposito dell’attuale normativa scolastica, il Governatore della Puglia precisa: “Vorrei azzerare la Buona scuola e riscrivere la riforma con i docenti e i sindacati – aggiunge Emiliano – per fare in modo che la competitività dell’istruzione italiana si possa trovare nel dialogo e nella concertazione”. E poi conclude: “Sicuramente il Pd deve diventare il partito della trasparenza senza fare pasticci. Un rigore che è del tutto mancato, in riferimento agli appalti della pubblica amministrazione e alla fuga di notizie per impedire indagini di natura penale”. In quest’ultimo passaggio, l’esponente politico pugliese lancia un chiaro atto d’accusa nei confronti della vicenda che in questi giorni ha tenuto banco sulle prime pagine dei quotidiani italiani, a proposito del caso Consip e che ha visto coinvolto anche l’attuale Ministro per lo sport Luca Lotti.
A quanto sembra, Emiliano non mostra nessuna sudditanza nei confronti di Matteo Renzi e non risparmia ad esso le sue critiche più forti. Secondo il neo candidato pugliese alla segreteria del PD, Matteo Renzi avrebbe contribuito a creare in questi ultimi tre anni esclusivamente danni irreparabili alla politica italiana di sinistra ma soprattutto al Partito Democratico, lo stesso partito che è stato sin da sempre considerato il ‘focolare domestico’ per buona parte del personale della scuola pubblica italiana.
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