Scuola: anche i precari aderiscono allo sciopero del 17 Marzo
Scuola: anche i precari aderiscono allo sciopero del 17 Marzo

Il Coordinamento Precari e Precarie della scuola di Bologna ha organizzato (in collaborazione con numerose realtà associative e sindacali) diverse iniziative riguardanti la giornata di sciopero generale degli istituti, in programma il prossimo 17 Marzo. Prenderanno parte all’evento: UNICOBAS, ANIEF, CUB SCUOLA, COBAS Scuola, FEDER.ATA, OR.S.A. e USB PI – Scuola. Lo sciopero è organizzato come contraltare ai decreti attuativi previsti dopo la riforma del Governo Renzi.

Sciopero della Scuola a Bologna: i programmi

Nel giorno in cui sarà prevista l’approvazione definitiva dei decreti, sono stati organizzati alcuni eventi ed iniziative. Per chi volesse aderire allo sciopero, l’appuntamento è dopodomani 17 Marzo alle ore 7:30 in piazza XX Settembre. Poco prima dell’apertura degli istituti scolastici. E’ prevista, in primis, una biciclettata di sensibilizzazione. Essa passerà di fronte al Liceo Sabin, unendosi al concentramento della manifestazione in Piazza Santo Stefano intorno alle 9:30. Da qui sarà dato il via ad un corteo che terminerà in via dei Castagnoli 1, dove i manifestanti chiederanno un incontro con il Direttore Stefano Versari.

Anche i precari aderiranno all’evento

Partecipanti allo sciopero del 17 Marzo, anche gli insegnanti precari. Obiettivo di questi è lottare contro gli effetti della buona scuola di renziana memoria. “Vogliamo rivendicare a gran voce l’unità del precariato che una pessima gestione della scuola sta tentando di dividere”. A detta dei precari, la buona scuola, invece di abolire il precariato, lo sta facendo diventare sempre più parte integrante del sistema scolastico italiano. Il precariato è divenuta una piaga che sta coinvolgendo i docenti di tutti i tipi: da coloro provvisti di un contratto a tempo determinato, a quelli iscritti nelle graduatorie, fino (addirittura) ai docenti già di ruolo. Non tutti sono d’accordo con il meccanismo della rotazione triennale e della chiamata diretta da parte del dirigente. Condizioni (a detta dei precari) che renderebbero gli insegnanti sprovvisti di tutela e, di conseguenza, più ricattabili. Lo sciopero lamenta anche le nuove forme di reclutamento post-TFA: “Una serie di tirocini sottopagati” a detta degli stessi precari.