Il meccanismo della fase transitoria

Sincronismo e gradualità sono gli elementi portanti di tutta la struttura della fase transitoria contenuta nel parere conclusivo favorevole delle Commissioni Riunite del Parlamento, la VII (Cultura, scienza e istruzione) e la IX (Lavoro pubblico e privato) espresso dalla delega 377 della Ghizzoni. Attraverso questo sincronismo non si potranno verificare casi di scavalcamenti di docenti tra le varie graduatorie e con la gradualità si consentirà a tutti i precari di poter arrivare al ruolo.

SINCRONISMO

Il meccanismo attraverso il quale si intende risolvere il problema del precariato contiene un sincronismo tale per il quale non possono verificarsi scavalcamenti. I primi ad essere immessi in ruolo saranno i docenti delle Gae in ragione del 50% del doppio canale previsto dalla legge che disciplina gli ingressi, riservando il restante 50% ai vincitori del concorso 2016 ed anche agli idonei dello stesso, in deroga al limite del 10% previsto dall’articolo 400, comma 15, del decreto legislativo n. 297 del 1994. Questa fase comincerà a settembre 2017 per terminare nel 2019, anno in cui ci sarà l’aggiornamento triennale delle Gae slittato col famoso decreto Milleproroghe. Nel 2018, ossia durante lo smaltimento delle Gae e delle GM 2016, si darà il via alla formazione delle graduatorie di merito per gli abilitati che dovranno sostenere l’orale didattico metodologico per poter subentrare già dal 2019 in ruolo, ma solo per le cdc esaurite da Gae. Dunque non potrà mai verificarsi che uno di loro prenda il posto prima di un residuale delle Gae.

DOPO I RESIDUALI GAE SARA’ IL TURNO DELLA SECONDA FASCIA

Abbiamo visto dunque che il 2019 vedrà svolgersi contemporaneamente una fase di immissione in ruolo per i residuali delle Gae con quella degli abilitati di seconda fascia delle GI chiamati a sostenere l’anno di prova previsto dal cosiddetto FIT (formazione iniziale, tirocinio e inserimento). Dal 2020 gli abilitati saranno inseriti ufficialmente in ruolo, dal momento che le Gae saranno state smaltite l’anno prima. In ogni caso varrà il criterio dell’inserimento graduale, partendo dal 100% dei posti vacanti e disponibili dal primo anno, con percentuali decrescenti per gli anni successivi. Importante sottolineare che la prova orale riservata agli abilitati è priva dello sbarramento sia in ingresso che in uscita.

I PUNTI DA MIGLIORARE

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I posti che resteranno disponibili dopo aver fatto scorrere gli abilitati verranno assegnati ai docenti della III fascia delle graduatorie di istituto con 36 mesi di servizio, previo superamento del concorso riservato, per poter svolgere gli anni di specializzazione (il primo), formazione e anno di prova tramite supplenze. Esistono tuttavia ancora delle perplessità legate alla modalità del concorso riservato. Le sue caratteristiche, ad un primo sommario esame, sono identiche a quelle dell’ultimo concorso 2016: scritto/orale competenze e conoscenze incluso il requisito del livello B2 di una lingua straniera. E’ auspicabile che si intervenga in questo punto per “facilitare” il concorso, atteso il requisito dell’esperienza insito nei 36 mesi di servizio già svolto, rendendo meno rischiosa la selezione. Anche sul peso percentuale assegnato alla prova orale per gli abilitati parrebbe opportuno, come rilevato dal M5S, che esso non ne costituisca la parte preponderante. Quello che manca completamente è la disciplina di un transitorio per l’infanzia e la primaria per rispondere alle esigenze dei Laureati in Scienze della Formazione Primaria e dei diplomati magistrali, o quanto meno prevedere un decreto del governo atto al loro inserimento in una speciale graduatoria di merito.
In allegato il Parere conclusivo sulla delega 377 da scaricare
Parere conclusivo delega 377 (Ghizzoni)