Bene la fase transitoria per TFA e PAS, ma manca ancora SFP
Bene la fase transitoria per TFA e PAS, ma manca ancora SFP

Dopo le tante audizioni dei giorni scorsi riguardo la fase transitoria delle diverse associazioni e coordinamenti, TFA, terza fascia, MIDA ecc finalmente è stato approntato e approvato un testo che sembra accontentare (quasi) tutti. La Commissione Cultura della Camera ha approvato il parere, approntato dalla deputata Pd Manuela Ghizzoni, sul nuovo sistema di accesso al ruolo e la formazione iniziale dei professori della scuola secondaria (medie e superiori). Si tratta di un sistema che avvierà un concorso ogni tre anni, a partire dal 2018 (forse). La novità consiste nel fatto che i vincitori non accederanno direttamente alla cattedra, ma dovranno affrontare e superare tre anni di formazione, di cui l’ultimo di tirocinio.

Fase Transitoria: la Ghizzoni dice…

“Con il nuovo sistema – ha spiegato Ghizzoni – si passa da un affastellarsi di norme e iniziative, durato decenni, a un sistema organico con procedure prestabilite, chiare e regolari nel tempo. Concorsi per laureati magistrali i cui vincitori, e solo loro, accederanno a un contratto triennale retribuito di formazione, tirocinio e progressivo inserimento nella funzione docente, che prevede valutazioni, in itinere e finali, delle competenze e delle attitudini professionali degli aspiranti docenti. Un vero cambiamento di paradigma: prima la selezione – strettamente connessa al fabbisogno futuro – sulle competenze disciplinari, poi la formazione sul campo e infine l’accesso al ruolo per chi supererà positivamente gli step valutativi. Introdotto nelle sue linee generali dalla legge Buona Scuola, il nuovo sistema entrerà in funzione progressivamente, ma a partire già dal prossimo anno sarà bandito il primo concorso per una quota dei posti (a partire dalle classi di concorso esaurite) che si renderanno vacanti e disponibili dal 2021-22, tenuto conto che la formazione avrà durata triennale”.
Prosegue l’onorevole “Siamo di fronte ad uno sforzo culturale e politico impegnativo, che ha portato a sintesi anni di studi e proposte da parte degli esperti e delle istanze rappresentative del mondo scolastico e accademico. Come ogni cambiamento profondo, anche questo richiederà una complessa e lunga fase transitoria, per dare risposte coordinate ed eque a chi ha già intrapreso il percorso per diventare docente. Innanzitutto sono fatte salve le prerogative di quanti sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e dei vincitori del concorso 2016. Per le aree del Paese dove questi docenti non sono sufficienti, per coprire i posti disponibili (in particolare al Nord) saranno chiamati prioritariamente coloro i quali hanno superato le prove dell’ultimo concorso; poi, sebbene l’abilitazione all’insegnamento non sia più prevista dalla normativa, si terrà conto di chi già la possiede, così come non si dimenticano le attese di chi, pur non abilitato, ha maturato esperienze professionali come supplente”.

Perché non per tutti?

Purtroppo questa fase transitoria è solo per i docenti delle medie e superiori. E per infanzia e primaria? Qui la platea di docenti è molto variegata, c’è chi ha il diploma magistrale (ed aspetta il risultato della plenaria riguardo all’immissione in gae), ci sono quelli che hanno fatto il percorso di sfp vecchio ordinamento e che quindi sono entrati in ruolo dalle gae  e poi ci sono i laureati in sfp lm-85bis (nuovo ordinamento) figli dello stesso decreto che ha dato origine al tfa, il dm 249-2010. Come per i tfa e i pas è stato previsto solo un orale graduato nella fase transitoria, per fare una graduatoria regionale unica a scorrimento a partire dal prossimo concorso del 2018, non sarebbe opportuno adottare lo stesso sistema per scienze della formazione nuovo ordinamento? Come mai non se ne parla, come mai il ministero non ha speso una parola ancora per quanto riguarda il reclutamento di infanzia e primaria? E’ un tema importantissimo quello delle assunzioni se si considera che al nord come abbiamo visto in questo articolo, sono disperati.