Sciopero scuola 17 marzo

Lo sciopero nazionale di oggi è stato proclamato dai sindacati di base per protestare contro quello che viene definito come “un attacco frontale ai diritti dei lavoratori e delle famiglie, che si vuole portare a compimento attraverso l’approvazione alla chetichella dei decreti attuativi firmati, guarda caso l’ultimo giorno utile, dalla ministra cigiellina Fedeli”. Lo sciopero di oggi segue a distanza di soli 11 giorni da quello indetto dai confederali che avevano scelto la festa della donna per protestare contro le politiche del pubblico impiego. Allo sciopero partecipano i sindacati Usb, Cobas, Cub, Orsa, Anief e FederAta che dalle 9.30 di questa mattina hanno iniziato con un presidio di protesta sotto al Miur di Viale Trastevere.

PER IL RITIRO DELLE DELEGHE

La vigilia era stata animata anche dall’invito rivolto dall’Unicobas a Sinopoli della CGIL ad unirsi al corteo in segno di solidarietà con tutti i lavoratori della scuola. In queste ore decine di migliaia di docenti sono per le strade di Roma per manifestare lo stato di profondo malessere attraversato da famiglie, studenti e docenti rimbalzati da un lato all’altro della penisola da un algoritmo impazzito. Ma il dito dei docenti è puntato contro le deleghe alla legge 107 che non migliorano affatto la situazione, specialmente quella sul sostegno. Il motivo principale dello sciopero odierno è il ritiro dei decreti attuativi della legge 107.

PANNICELLO CALDO

Ma nel mirino dei docenti c’è anche la delega 377 che riguarda la fase transitoria. In essa manca completamente la previsione di una tutela per gli oltre 60mila docenti precari che lavorano nelle scuole dell’infanzia e della primaria. Si tratta di una soluzione troppo parziale che risolve solo i problemi dei docenti abilitati della secondaria e non scioglie i dubbi dei docenti precari non abilitati della III fascia. Nessuna certezza per loro dal prossimo concorso di abbandonare lo status di precari e nessuna tutela per i diplomati magistrali e gli 8000 Laureati in Scienza della Formazione Primaria. E già si parla di una mobilitazione permanente attraverso uno altro sciopero globale con scuole chiuse e scrutini bloccati.