Ultime notizie rinnovo contratto statali, venerdì 17 marzo 2017: Anief contesta al governo aumento 85 euro 'C'è la sentenza della Consulta'.

Le ultime notizie sul rinnovo del contratto del personale scolastico ad oggi, venerdì 17 marzo, riguardano la trattativa, al momento ancora bloccata, in attesa che il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia provveda ad inviare la direttiva all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.
Sappiamo bene, però, come gli 85 euro (lordi) di aumento stipendiale, derivanti dall’accordo dello scorso 30 novembre, sono stati aspramente contestati dai docenti e dal personale Ata, in quanto ritenuti assolutamente insufficienti a ridare dignità economica ad una busta paga fortemente erosa da oltre sette anni di blocco contrattuale.

Ultime notizie rinnovo contratto statali, venerdì 17 marzo: Anief, ‘C’è la sentenza della Consulta’

A questo proposito, c’è da registrare la ferma presa di posizione assunta dal sindacato Anief che si dichiara fortemente contrario alla cifra irrisoria proposta per il rinnovo di contratto.
‘L’aumento di 85 euro sugli stipendi dei dipendenti pubblici sarebbe un vero tradimento dei lavoratori perché secondo la normativa vigente e la sentenza della Consulta dell’estate 2015 in attesa della firma del contratto, dal mese di settembre 2015 lo Stato avrebbe dovuto versare a ogni dipendente pubblico 105 euro di aumento medio, riconducibile a una busta paga mensile di 1.500. Ossia, il 7 per cento del proprio stipendio, salvo recuperare l’altro 50 per cento alla firma del contratto’.

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Si tratta di cifre, dunque, ben lontane dai ‘miseri’ 85 euro. Secondo il Presidente Nazionale Anief nonché segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico sarebbe maggiormente equo un accordo che garantisca 105 euro in più, come nel privato. Invece, appare ‘sempre più chiaro che lo stipendio resterà sostanzialmente fermo fino al 2021’.

E’ chiaro che il problema resta sempre quello delle coperture economiche, lo stesso che sta ritardando i decreti attuativi che il Governo dovrebbe emettere per dare il via, a partire dal prossimo 1 maggio, alla pensione anticipata, attesa da migliaia e migliaia di lavoratori. Le oltre 35mila domande stimate stanno preoccupando l’esecutivo Gentiloni, visto che, già dal primo anno, i 300 milioni che sono stati stanziati potrebbero risultare insufficienti.