Scuola, piano transitorio: il parere della professoressa Guagliardito
Scuola, piano transitorio: il parere della professoressa Guagliardito

Il piano transitorio per il reclutamento è una realtà molto discussa all’interno del sistema scuola in Italia; sia nel bene che nel male. Di recente, la professoressa Maria Guagliardito ha espresso una sua personale opinione (su Orizzonte Scuola) tramite una lettera indirizzata a tutti i colleghi docenti. Guagliardito ha notato, in primis, come il piano di reclutamento in questione, al momento della sua approvazione, abbia generato molta felicità e ringraziamenti. Tuttavia, Maria Guagliardito si chiede cosa siano i diritti e se devono essere chiesti come concessione al governo italiano. L’autrice del messaggio afferma, tuttavia, di non riuscire a gioire per l’approvazione di questo emendamento, per una serie di ragioni che ha opportunamente citato.

Scuola e piano transitorio: cosa c’è che non va?

“Andando oltre il fatto che la segmentazione tra docenti appartenenti alla stessa categoria -scrive la Guagliardito– sia un evidente segno di disparità di trattamento, in spregio all’art. 3 Cost., voglio dirvi perchè ritengo questo piano una evidente grossa giustizia”. La docente ricorda, prima di tutto, il piano straordinario di assunzione di due anni fa, con l’obiettivo di svuotare le GaE. Tale piano ha immesso quasi 150000 docenti in ruolo. Migliaia di questi insegnanti non avevano mai insegnato prima d’ora, oppure erano inseriti all’interno di graduatorie di classi di concorso in esubero.
Guagliardito reputa questa attuazione una mossa sbagliata, in quanto nella scuola sarebbero dovuti entrare solamente gli insegnanti necessari, a prescindere dalle fasce e dal criterio europeo che prevede una stabilizzazione del rapporto lavorativo dopo un triennio. Il nuovo piano transitorio, a detta della docente, non terrebbe conto delle specificità e rischia di dare vita a nuove ingiustizie. Maria Guagliardito privilegia esclusivamente il TFA come valore concorsuale; un”corso-concorso” come scrive la professoressa.

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Le altre considerazioni di Guagliardito

Dunque, Maria Guagliardito scrive di non riuscire a gioire per una delega che mortificherebbe alunni, docenti e ragazzi con disabilità.  Così come non riesce a gioire della cosiddetta Buona scuola, le cui deleghe costringerebbero gli insegnanti “a passare sotto le ‘forche caudine’ per avere la concessione dell’agognata stabilizzazione e realizzare una legittima aspirazione” (Fonte Orizzonte Scuola). Un transitorio ingiusto, afferma inoltre Guagliardito, che prevede nuovi esami e che aprirebbe un futuro pieno di ulteriori contenziosi.