Nicola Porro e le sue considerazioni circa la somiglianza tra le politiche del Governo Gentiloni e quelle della Cgil
Nicola Porro e le sue considerazioni circa la somiglianza tra le politiche del Governo Gentiloni e quelle della Cgil

Nicola Porro, durante un suo intervento personale sul ‘Giornale’, pone l’attenzione sulla strana somiglianza, del tutto evidente, tra l’azione politica dell’attuale governo firmato Paolo Gentiloni e quella del sindacato dei lavoratori più importante d’Italia, cioè la Cgil. Troppe anomale somiglianze. Esse sono rappresentate, per esempio, dall’accanimento del PD nei confronti di alcuni storici ‘cavalli di battaglia’, attribuibili al sindacato di Susanna Camusso: il lavoro e la scuola.

Nicola Porro scettico verso le riforme del governo Gentiloni: critica l’abrogazione dei Voucher e le eccessive aperture sulla Buona Scuola

Porro delinea con chiarezza alcune incomprensibili comportamenti del Governo attuale, rivolti ad assecondare le richieste pressanti del sindacato della Camusso. Per ultimo la ritrattazione della questione legata ai voucher che ha evitato persino, almeno per adesso, il referendum fissato inizialmente per il prossimo 28 maggio. A tal proposito, il giornalista e conduttore televisivo contesta a questo governo di essere un vero e proprio ‘copia e incolla’, non del governo precedente (quello di Matteo Renzi), ma delle politiche sindacali che, da anni, la Cgil si prende il merito di portare avanti.

Il problema dei voucher e lo strano caso della loro abrogazione in consiglio dei Ministri

Dalle pagine del ‘Giornale’ Nicola Porro esprime alcuni dubbi circa la pervadente intromissione del sindacato nell’azione politica del governo in carica. In riferimento ai due temi anzidetti, lavoro (voucher) e scuola, Porro dichiara: “Parliamo dei voucher….. Nonostante la confederazione li abbia usati senza sosta nelle sue sedi locali, il principio di questi dinosauri del lavoro è che l’abuso di pochi valga la cancellazione per tutti. I dinosauri, che per primi sanno che si possono usare senza trasgredire ai principi per cui sono nati, hanno ancora l’idea di una società del lavoro ontologicamente truffaldina”. Poi continua: “Il governo, per evitare il referendum, invece di modificare con ratio la norma, cancella del tutto lo strumento. Complimenti. La dittatura della minoranza, tale è quella che ha firmato il referendum. Lo Stato e l’Inps perdono circa duecento milioni di incassi l’anno grazie alla regolarizzazione dei lavoretti indotti dai coupon”.

Una ministra guida il Miur senza laurea, ma da 30 anni fa parte della Cgil: Valeria Fedeli, secondo l’opinione di Porro, ha aggravato la Buona Scuola

Se parliamo invece dell’altra riforma che tanto ha tenuto banco in questi anni e che sta tanto a cuore al Governo Gentiloni, cioè la scuola, il caso è – secondo Nicola Porro –ancora più clamoroso. Il presentatore tv dichiara: “Nello stesso Consiglio siede un ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli, che come primo atto sindacale ha fatto un accordo con le confederazioni per peggiorare la riforma della Buona scuola. Appena arrivata ha rivendicato i suoi trent’anni in Cgil come palestra di vita più importante della laurea che non ha. E ‘chisseneimporta’ del pezzo di carta”.
Forti dichiarazioni queste, che prospettano ancor di più l’ottima intesa tra governo e sindacato. Nulla in confronto a quello che aggiunge dopo: “Più grave il papiro pubblico con cui ha siglato un accordo per cui i neoassunti (circa 200mila) non sono obbligati a restare per tre anni nella sede di lavoro assegnata. Per carità, anche in questo caso se ne accorgeranno pochi, ma il prezzo lo pagheremo tutti”.

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Nicola Porro: i danni provocati dalle aperture della ministra Valeria Fedeli verranno a galla tra qualche anno. Gli studenti pagheranno le maggiori conseguenze

In conclusione, Nicola Porro, riferendosi all’attuale ministra Fedeli e alle sue incondizionate aperture verso la normativa attuale (voluta dalla Giannini e da Mattero Renzi) prospetta con lungimiranza i danni che la Buona Scuola provocherà nella nuova generazione di studenti e di insegnanti: “La scuola, della cui importanza tutti ci riempiamo la bocca, è uno di quei settori in cui i danni si vedono ad effetto ritardato, mentre le demagogiche concessioni si misurano subito. La continuità didattica, così si chiama il diritto di uno studente a non cambiare un professore al giorno va a farsi benedire. Ciò che conta sono i lavoratori, sindacalizzati, e non gli studenti. Che, detto tra noi, meno studiano e più, generalmente, sono contenti”.
Insomma, il governo attuale – per Nicola Porro – non è altro che una mera facciata del sindacato Cgil, che in questi anni come sappiamo non ha più la fiducia e i consensi di molti dei suoi iscritti: “Un governo a trazione Cgil, in un periodo in cui gli umori della piazza contano più dei ragionamenti, è proprio ciò che non serviva in questo momento. C’è solo da sperare che il premier Gentiloni se ne accorga il prima possibile”.

Nicola Porro ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno!

Che dire, Nicola Porro ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno. Oggi il mondo della scuola pretende una nuova riforma, la quale dovrà mettere a posto nel più breve tempo possibile tutte le storture e le incongruenze palesate in questi due anni dalla Buona Scuola, principalmente nell’interesse degli studenti, delle famiglie e del mondo della formazione in generale.
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