Ultime notizie scuola e Pubblica Amministrazione, lunedì 20 marzo: i permessi per la legge 104 non si possono usare ad 'ore'

L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni ha fornito alcune risposte in merito al alcuni dubbi riguardanti la fruizione dei permessi retribuiti da parte dei dipendenti statali, compresi quelli previsti dalla legge 104/1992 a tutela dei disabili e di chi li assiste. In modo particolare, tra le domande più ricorrenti poste da ministeri, scuola e Comuni, vi era quella relativa alla possibilità di ‘spezzettare’ l’assenza in minuti, in mezze ore. Diciamo subito che il parere espresso dall’Aran non è cambiato: resta negativo. La legge 104 dev’essere applicata a giorni, tre al mese oppure ad ore, diciotto mensili.

Ultime notizie scuola e Pubblica Amministrazione, lunedì 20 marzo: i permessi per la legge 104 non si possono usare ad ‘ore’

Il vademecum dell’Aran viene pubblicato in concomitanza della riapertura della contrattazione della materia che riguarda le malattie e i permessi, secondo quanto previsto dall’accordo siglato lo scorso 30 novembre tra il ministero della Pubblica Amministrazione, guidato da Marianna Madia, e dai sindacati. Per quanto riguarda la legge 104, trattandosi per l’appunto di una legge, questa non potrà essere modificata dai contratti di lavoro e, dunque, nulla cambierà sul piano delle normative previste anche se, per evitare cattive condotte da parte del personale, si potranno adottare nuove disposizioni. Per esempio, al momento, manca un orientamento per quanto concerne il preavviso: inoltre, potrebbero essere fissati dei paletti per quanto riguarda la cosiddetta ‘comprova’. Per fare un esempio, il dipendente che si reca fuori città per assistere un parente malato deve portare la ricevuta del biglietto del treno o dell’aereo. In buona sostanza, l’assenza dovrà essere ‘tracciabile’ ed essere in qualche modo preannunciata per tempo.

Permessi legge 104, il vademecum dell’Aran

Per quanto riguarda il comparto scuola e il discorso relativo ai tre giorni di permesso mensile previsto, l‘Aran, come detto poc’anzi, esclude che la “norma possa essere interpretata nel senso che il dipendente abbia facoltà di fruire dei permessi di cui alla legge 104 del 1992 anche per frazioni di ora”. I permessi, per quanto riguarda la tempistica, “devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti”.
In quanto alla possibilità di poter oltrepassare la soglia delle diciotto ore mensili, l’Aran ha risposto che il limite, nel caso di decida di fruire ad ore, non è da considerarsi superabile. Nel caso in cui, invece, il dipendente scegliesse di utilizzare il permesso a giorni, si farà riferimento all’intera giornata lavorativa a prescindere dalla sua articolazione oraria: quindi “nel caso di giornata ‘lunga’, l’assenza corrisponde sempre ad un giorno e pertanto, per il restante periodo mensile il dipendente potrà fruire degli ulteriori due giorni di permesso”.