Ultime notizie scuola, lunedì 20 marzo 2017: Caterina Altamore sul disastro della riforma Buona Scuola

‘La mancanza di dialettica, di confronto, in un Partito non può che condurre alla sua atrofizzazione e la sua conseguente scomparsa. La Politica con la p maiuscola ha bisogno di altro, ha bisogno di affrontare i grandi temi del paese, nutrendosi del vivace dibattito, importante prerogativa di un grande Partito.’

Ultime notizie scuola, lunedì 20 marzo 2017: Caterina Altamore sul disastro della riforma Buona Scuola

Così, l’ex responsabile scuola del Partito Democratico, Caterina Altamore, ha commentato il disastro relativo alla riforma Buona Scuola nel corso di un’intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola. Scendendo nel dettaglio della legge 107, è importante ‘premettere il fatto che, attraverso questa legge, sano stati assunti moltissimi precari, garantendo maggiore stabilità alla Scuola. Ma è pur vero che dal piano straordinario di assunzione sono stati esclusi anche molti altri docenti: i precari delle GAE, della scuola dell’infanzia, il personale ATA.’
L’Altamore sottolinea come, più volte, abbia messo in evidenza l’instabilità e la confusione che avrebbe determinato questa legge: per di più, dopo che sono trascorsi diciotto mesi, ovvero tutto il tempo utile per la definizione delle deleghe, ci si accorge che i nuovi provvedimenti appaiono frettolosi ed approssimativi, proponendo ‘iter farraginosi che tendono a peggiorare e ad appesantire il sistema, non aiutando il lavoro degli insegnanti.

Renzi ha ammesso di aver sbagliato ma poi cosa si è fatto con le deleghe?

‘Renzi ha ammesso di avere sbagliato sulla cosiddetta “riforma della scuola” – ha proseguito l’ex responsabile scuola PD – ma di questa presa di coscienza non vi è traccia nei decreti approvati! Ammettere l’errore è un gesto importante; peccato che questo avvenga dopo che tutto, in un certo senso, si è consumato. Le deleghe su cui il Governo doveva lavorare in questi giorni hanno ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari. Ma c’era bisogno di agire in modo frettoloso, soprattutto dopo aver preso atto dei testi?’

Altamore: ‘Non potevo sostenere chi ignorava il popolo: siamo al servizio dei cittadini, e non viceversa’

Caterina Altamore, infine, ha spiegato i motivi per i quali ha lasciato il Partito Democratico: ‘Sono rimasta nel PD finché vi è stata anche una, seppur flebile, possibilità, anche a fronte dell’evidente non ascolto. Sono rimasta per coloro per i quali ho sempre lottato: per gli alunni, per i docenti, per le famiglie, per la società, volevo contribuire a costruire un mondo diverso e per garantire una scuola di qualità. Ho lasciato il PD con grande dispiacere, ma la scelta, a un certo punto, è diventata inevitabile. Non potevo sostenere chi ignorava ogni parola proveniente dal basso, chi faceva ostruzionismo di fronte a qualsiasi richiesta del popolo, chi ignorava le ragioni di coloro che, comunque, hanno provato a contribuire, collaborando, portando motivazioni e suggerimenti. Non si ignora il popolo: noi siamo qui per essere a servizio dei cittadini. E non viceversa’.

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