'Tam tam' sui social per salvare un compagno di scuola
'Tam tam' sui social per salvare un compagno di scuola

Per quanto riguarda le comunicazioni, non tutta la tecnologia è considerata negativa. Anzi, può essere un mezzo straordinario e potente per esprimere solidarietà e conforto perfino tra i banchi di scuola: in questo caso sui social network – Facebook soprattutto – si è scatenato un vero e proprio tam tam, nell’ambito delle campagne di sensibilizzazione dell’Associazione donatori midollo osseo (Admo) che invitava i giovani tra i 18 e i 35 anni a offrire il loro contributo: sabato si sono presentati in circa 300, infatti, all’oratorio salesiano di Schio per la “tipizzazione“. I neo maggiorenni che hanno risposto all’appello sui social erano tutti accodati lungo il cortile dell’oratorio per aiutare uno studente 17enne del Tron, residente a Caltrano, che da circa un anno sta lottando strenuamente contro una grave malattia.

I social, in alcuni casi, sono un mezzo straordinario di comunicazione

“Un gesto che a me non costa nulla – ha spiegato il 18enne Lorenzo, studente dell‘Itis De Pretto di Thiene – che invece potrebbe salvare la vita a un mio coetaneo”. Francesco, un 19enne di Cogollo ha aggiunto “volevo semplicemente dare una mano, rendermi utile in qualche modo”, mentre Marta, iscritta al liceo Martini di Chiuppano ha spiegato che “se dovessi trovarmi nella stessa situazione del ragazzo ammalato, mi piacerebbe che gli altri lo facessero per me, quindi mi sento moralmente obbligata”. Tutti i volontari hanno risposto con calma alle 50 domande contenute nei moduli, poi si sono sottoposti al prelievo (assolutamente rapido ed indolore) del campione di saliva, prelevato con un piccolo spazzolino dall’interno delle guance.
Corrado Sardella, il medico responsabile del centro trasfusionale dell’Ulss, spiega nei dettagli: “Nei limiti dell’età, purchè non si abbiano determinate malattie, possono farlo tutti. Purtroppo non abbiamo la certezza che tra le persone che si sono presentante all’appello ci sia quella giusta per il nostro ragazzo; tuttavia, con il loro contributo potremo aiutare certamente un altro malato. Una risposta così ampia e veloce, oltre a farci piacere, dimostra la grandissima sensibilità delle persone di fronte a situazioni così difficili e delicate”.

Mercoledì 29 marzo un altro appuntamento

Sono 22 mila i donatori iscritti nella sezione Admo Vicenza: “È importante agire sempre di più – sottolinea il presidente Admo Alto Vicentino, Andreino Valente – perchè la compatibilità midollare è piuttosto rara, viaggia infatti su un rapporto uno a duecentomila. Finora le persone della nostra associazione che hanno donato sono state già 200, aiutando in modo concreto gli ammalati; inoltre, rispetto al passato, oggi la possibilità di guarigione è molto più alta. Si attesta infatti intorno al 65%”. Mercoledì 29 marzo, per chi non ha potuto iscriversi sabato, ci sarà un altro appuntamento organizzato in orario serale (dalle 19.30 alle 23) alle piscine comunali scledensi. In alternativa, basta recarsi nei centri trasfusionali di Thiene e Schio, negli orari indicati.
Fonte: Il Giornale di Vicenza