Ultime notizie scuola, mercoledì 22 marzo 2017: prende lo stipendio da oltre 3 mesi ma ha lavorato solo un giorno

Una vicenda, quella accaduta in un istituto comprensivo situato nei pressi di Padova, che non mancherà di far discutere. Come pubblicato dal portale ‘PadovaOggi’, infatti, una collaboratrice scolastica avrebbe percepito oltre 3 mesi di stipendio pur avendo lavorato solamente per un giorno. Tutto è cominciato lo scorso mese di novembre, quando una scuola secondaria si è trovata nella necessità di dover coprire diciotto ore di servizio nei giorni di mercoledì, giovedì e sabato (sei ore al giorno).

Ultime notizie scuola, mercoledì 22 marzo 2017: prende lo stipendio da oltre 3 mesi ma ha lavorato solo un giorno

La prima aspirante in graduatoria è una donna coniugata, con un figlio piccolo a carico, del centro Sud Italia, distante da Padova circa 600 chilometri. La neoassunta, dopo aver preso servizio, comunica alla scuola di non potersi recare al lavoro a causa della malattia del bambino (ex d.Lgs. 151/2001): due giorni di prognosi, recita il certificato medico rilasciato dal pediatra. Il sabato successivo, invece, ad essere ammalata è la collaboratrice scolastica con una lunga trafila che si protrae per dodici settimane consecutive.
Gianna Marcone, responsabile di Fenalca Scuola, ritiene che si tratti di un ‘caso limite’ che ‘nessun sindacato di buon senso avrà il coraggio di tutelare nel caso la scuola scelga di scorrere la graduatoria e passare al candidato immediatamente successivo.’
La sindacalista definisce ‘criminogeno’ il sistema, in quanto bisognerebbe ‘conferire ai dirigenti una maggiore autonomia nella individuazione del personale destinatario di supplenza breve, altrimenti si rischia che l’uso inappropriato di quegli istituti giuridici che nascono per tutelare diritti sacrosanti (come la malattia, il congedo parentale, la disabilità) diventi abuso e penalizzi chi ha effettive necessità. Si potrebbe ipotizzare magari un riconoscimento economico per i soli giorni di servizio effettivo ed un riconoscimento giuridico dei giorni non lavorati come deterrente. Diversamente – conclude Gianna Marcone – con l’istituzione di graduatorie “regionali”, non poche scuole non potrebbero funzionare, atteso che tantissimi docenti provenienti da ogni regione d’italia svolgono scrupolosamente (senza abusare di alcun tipo di assenza) il proprio lavoro.’