Formazione e reclutamento docenti: due sistemi concorsuali, tante differenze
Sono molte le questioni che dovranno essere prese in considerazione dallo schema di decreto sulla formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria di I e II grado, il più importante dei quali riguarda la diversificazione del sistema concorsuale rispetto a primaria e infanzia.
Come sottolineato da Tuttoscuola, mentre i concorsi per i docenti della secondaria arriveranno ogni due anni, quelli per infanzia e primo ciclo continueranno ad avere cadenza triennale, senza contare che la fase transitoria, riservata alla secondaria, dovrebbe prevedere l’assegnazione di oltre 20mila posti nel prossimo triennio.

Formazione e reclutamento docenti: due sistemi concorsuali, tante differenze

C’è poi da considerare che, per il prossimo concorso per la secondaria, è prevista anche la partecipazione dei laureati non abilitati, tanto è vero che si ipotizza un numero record di candidati (oltre 250mila), il triplo rispetto ai 73mila circa dell’ultimo concorso 2016. Per i concorsi dell’infanzia e della primaria, invece, verrà confermata l’esclusione dei docenti privi di abilitazione.
Diversità di trattamento anche per quanto riguarda le immissioni in ruolo visto che per primaria e infanzia le nomine saranno immediate mentre i vincitori dei nuovi concorsi dovranno attendere la conclusione del percorso triennale di formazione.

Concorsi secondaria e infanzia-primaria: le strade si dividono pericolosamente

Un’altra importante differenza è rappresentata dal fatto che il prossimo concorso per la scuola secondaria riserverà una quota di posti ai docenti abilitati di seconda fascia e ai terza fascia con almeno tre anni di servizio mentre tale riserva di posti non sarà prevista per il concorso per l’infanzia e la primaria. Infine, una sostanziale differenza anche per quanto riguarda le commissioni esaminatrici in quanto per il concorso della secondaria, secondo lo schema di decreto, si ipotizza la costituzione di una commissione ogni 250 candidati allo scritto, mentre per infanzia e primaria resterebbe il criterio di una commissione ogni 500 candidati, con conseguente rallentamento della procedura concorsuale.“

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