Pochi insegnanti maschi nelle scuole italiane: perchè?
Pochi insegnanti maschi nelle scuole italiane: perchè?

Tra maestri e professori, secondo quanto afferma L’Ocse, troppe donne insegnano nelle scuole. I dati emergono dal recente studio “Gender imbalances in the teaching profession”, che si pone una domanda: i risultati degli alunni possono essere pregiudicati dalla mancanza dei maschi tra i docenti? Fin dagli albori della scuola, è noto, il ruolo dell’insegnante è sempre stato associato alla figura femminile; negli ultimi anni, però, lo squilibrio pare sia aumentato ancor di più tra i due sessi. Rispetto a dieci anni fa (con il 62%) oggi le docenti sono il 68%. Dietro le cattedre italiane, dunque, la percentuale di ‘quote rosa’ è cresciuta in modo considerevole negli ultimi 10 anni.

Insegnanti maschi assenti soprattutto nella scuola primaria

Una presenza femminile, almeno per quanto riguarda le scuole primarie, quasi totale (rispettivamente 97 e 85%), per poi calare sensibilmente (con il 58%) alle scuole medie e superiori. Ciò che sorprende è che, nonostante una simile “popolazione” di docenti donne, appena si sale di ruolo sono quasi sempre i maschi a ricoprire le cariche più alte. Il motivo di questo fenomeno, però, forse è molto più semplice di quel che appare: i risultati scolastici delle bambine sono migliori già in tenera età, per esempio. Inoltre le ragazze abbandonano i banchi di scuola con meno frequenza, rispetto ai maschi si diplomano con voti più alti e, infine, si laureano prima.
Molti continuano a pensare che la crescita culturale dei bambini – quindi delle nuove generazioni – sia principalmente un “compito” femminile, perché per classica definizione l’educazione è “un’attività da donne”. Mentre gli uomini – a parte le dovute eccezioni – se ne sono sempre scarsamente preoccupati. Altri pensano che le buste paga degli insegnanti italiani, troppo basse, siano insufficienti per le esigenze di un capofamiglia, tradizionale definizione di sesso maschile; per non parlare del sempre più sbiadito prestigio sociale, e delle scarse possibilità di fare “carriera”.

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Una predisposizione naturale femminile?

C’è chi è convinto, inoltre, che i tempi della scuola si addicono in modo particolare alle donne, per tradizione dedite alla famiglia; una vera e propria “predisposizione naturale” verso la scuola che sembrerebbe legata, soprattutto, a fattori biologici. Comunque sia, è vero che ci sono pochissimi uomini a insegnare. E quando si pensa a un docente della scuola italiana, quasi sempre il pensiero va ad una donna.
Fonte: Il Mattino.it