Alternanza scuola-lavoro: studenti avellinesi costretti a pagare 100 euro
Alternanza scuola-lavoro: studenti avellinesi costretti a pagare 100 euro

L’alternanza scuola-lavoro mostra talvolta i suoi problemi. Un esempio ce lo dà la città di Avellino, precisamente, il liceo classico Colletta. Il 27 e 29 Marzo 2017, gli studenti della scuola superiore hanno in programma il primo pacchetto di “esperienza sul campo”. Si tratta di un approfondimento, di tipo pratico, riguardante lo studio del ciclo dell’acqua. Tale programma istruttivo è stato deciso ad inizio anno, ed è stato possibile concretizzare grazie alla collaborazione con l’Università di Napoli e con gli acquedotti del capoluogo campano e della Regione Puglia. Tuttavia, quando nei giorni scorsi è stata distribuita la circolare per regolamentare il progetto in questione, i ragazzi hanno trovato una sorpresa all’interno del documento. Per i due giorni di alternanza scuola-lavoro, gli studenti dovranno pagare 10 euro a testa. Una tassa non gradita a molti, che servirà però a coprire le spese di trasporto da Avellino a Napoli.

Alternanza scuola-lavoro, ma a pagamento

L’Unione degli Studenti ha lamentato che l’alternanza è obbligatoria e non sono concepibili spese a carico delle famiglie dei ragazzi, in quanto ciò andrebbe contro il diritto allo studio. L’Unione ha deciso di farsi carico delle polemiche aizzate dai ragazzi del Colletta, per quanto richiesto dalla precitata circolare. La coordinatrice Francesca Picci ha dichiarato: “Le uscite previste sono una decina: il costo totale salirà ad almeno 100 euro a testa”. La Picci ha reso noto che sono numerose le denunce che arrivano dagli studenti in maniera costante da oramai molti mesi. La coordinatrice ha inoltre aggiunto di credere nel progetto di alternanza scuola-lavoro, tuttavia i problemi scaturiti da tale progetto sono numerosi. Tra questi: lo sfruttamento degli studenti alla completa inadeguatezza delle esperienze formative.

La preside si difende

La preside del Colletta Anna Gianfelice ha dichiarato amareggiata: “Non è vero che gli studenti devono pagare per fare alternanza. Ma ad Avellino non ci sono Università e se bisogna raggiungerne una, è necessario  pagare i mezzi di trasporto”. La dottoressa Gianfelice ha inoltre reso nota la presenza al liceo anche di alcuni ricercatori provenienti dall’università. Tuttavia, ha spiegato la preside, la parte “on the job” può solo essere concretizzata in strutture organizzate opportunamente, dove gli studenti hanno la possibilità di fare esperienze di qualità. Anna Gianfelice ha però assicurato ai ragazzi che se avanzeranno dai fondi in bilancio, verranno rimborsate almeno in parte, le quote versate.