WhatsApp, chat usate per il bullismo con immagini scandalose, maldicenze e cattiverie

Il dirigente scolastico dell’Isis della Bassa friulana in quel di Cervignano, provincia di Udine, ha lanciato un appello, chiedendo alle famiglie di vigilare per quella che viene definita come ‘una degenerazione digitale’, vale a dire WhatsApp. 
Il preside Aldo Durì, sulle pagine del quotidiano ‘Il Messaggero Veneto‘, spiega il suo ostracismo nei confronti della popolare App di messaggistica: ‘In questi cerchi magici inibiti agli adulti, girano ogni sorta di stupidaggini, condite da un frasario alquanto colorito, e qualche volta anche fotografie a carattere esplicitamente sessuale. C’è poi il bullismo in rete.’

WhatsApp, chat usate per il bullismo con immagini scandalose, maldicenze e cattiverie

Recentemente, i docenti di Cervignano sono intervenuti per sanzionare alcuni allievi che usavano le chat come una sorta di arma impropria: per insultare e deridere i compagni più fragili, presi di mira con atti persecutori, utilizzando anche alcuni video per metterli alla gogna. In un altro caso la chat è stata usata per far circolare le immagini scandalose di un allievo mentre veniva colpito a cinghiate da un compagno. Spesso i gruppi WhatsApp diventano “raccoglitori” di maldicenze e cattiverie, in cui, per inciso, le ragazze si distinguono. La preoccupazione c’è. Se le vittime di queste angherie non trovano il coraggio di denunciarle, per i genitori e per gli educatori è impossibile accedere a questi circuiti’.

Rapporto scuola-famiglia? Problema grave, i genitori s’improvvisano avvocati

WhatsApp sotto accusa anche per quanto riguarda il rapporto scuola famiglia: ‘Il problema è grave – ha sottolineato il preside – alla necessaria collaborazione si sta sostituendo l’incomunicabilità tra due mondi. Alla comprensione reciproca si sostituisce la rivendicazione e l’ostilità. Ormai ci si parla tramite gli avvocati. Un bambino spinge un altro durante la ricreazione? Arriva immediata la richiesta di risarcimento e la maestra è messa a priori sotto accusa. Un provvedimento di sospensione? È subito impugnato dall’avvocato di famiglia. Se non c’è l’avvocato sono i genitori che si improvvisano legali d’uffici’.

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WhatsApp, la moda dei gruppi: ‘clima avvelenato, docenti messi sotto accusa’

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E’ la moda dei gruppi WhatsApp, in ogni classe ce ne sono almeno due, uno per i genitori, l’altro per gli studenti: ‘I genitori talvolta non danno il buon esempio, quanto allo scambio di chiacchere e pettegolezzi. Alle elementari – conclude il preside –, recentemente, alcuni genitori si sono visti accusare e mettere al bando perché, a torto o ragione, giudicati incapaci di educare i propri figli. La stessa sorte è toccata ad alcuni docenti, accusati delle più diverse malefatte senza potersi difendere in un confronto franco e leale. In questo modo si crea un clima avvelenato, che non favorisce la convivenza all’interno delle classi e neppure i rapporti tra scuola e famiglia’.