Scuola: Consiglio di Stato dichiara legittime le benedizioni negli istituti
Scuola: Consiglio di Stato dichiara legittime le benedizioni negli istituti

Una notizia importante nel mondo della scuola italiana. Le benedizioni religiose, fuori dalle lezioni e facoltative, sono state dichiarate legittime. A deciderlo è il Consiglio di Stato che ha ha accolto il ricorso da parte del Ministero dell’istruzione. Tale istituzionalizzazione ha ribaltato del tutto quanto deciso in un primo momento dal Tar Emilia – Romagna. Questi aveva infatti invalidato la delibera, tramite cui un consiglio di istituto a Bologna, aveva permesso tali riti due anni fa. Secondo i magistrati, le benedizioni all’interno della scuola, non andrebbero in alcun modo a pregiudicare il corretto svolgimento delle lezioni, alla stessa stregua di qualsiasi attività parascolastica.

Scuola e religione: il primo ricorso sulle benedizioni

La scuola è un’istituzione laica in Italia, ergo: quanto può essere legittimo un rito religioso come quello della benedizione in senso cristiano? Un interrogativo, una polemica questa, che era finita anche sul New York Times. Tutto iniziò dal ricorso presentato da genitori ed insegnanti dell’istituto comprensivo 20 di Bologna e dal comitato “Scuola e costituzione”. Il tribunale amministrativo aveva, in un primo grado, accolto le loro ragioni, denotando l’impossibilità da parte della scuola di essere coinvolta nell’ambito religioso; una realtà, questa, appartenente unicamente alla sfera individuale (e non necessariamente collettiva) di ciascuno.

La decisione che ha ribaltato tutto

Tuttavia, oggi, la sesta sezione del Consiglio di Stato (di cui il presidente è Sergio Santoro) come risultato dell’udienza risalente al 20 Dicembre scorso, ha dichiarato che il rito delle benedizioni non rischia in alcun modo di pregiudicare la corretta vita scolastica. Ovvero, non diversamente da altre attività parascolastica, che possono essere tranquillamente organizzate od autorizzate dagli organi autonomia di ogni istituto, anche senza la necessità di una delibera formale. I giudici hanno dunque accolto il rito della benedizione in ambito scolastico, a patto che venga svolto all’infuori dell’orario scolastico ed alla presenza di persone consenzienti.